Farmaci, al Tar Liguria la partita degli sconti
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fonte:
- Il Sole 24 Ore
ROMA ? Eccesso di potere per sviamento, eccesso di potere per contraddittorietà, difetto d`istruttoria e? in subordine? illeggittimità costituzionale. È su questi quattro pilastri che s`impernia il ricorso urgente presentato l` 11 luglio al Tar Liguria dalla Federfarma ( farmacie private) nazionale e regionale, contro il sindaco del Comune di Albenga ( Savona) e contro Assofarm ( farmacie comunali).
Oggetto della discordia ancora una volta gli sconti “ facoltativi“ in farmacia sui farmaci di automedicazione previsti dal « Dl Storace » sui listini « C » , che la Camera si prepara a convertire in legge entro mercoledì prossimo. Materia del contendere la delibera comunale che dispone l`obbligo di sconto al 20% per tutte le farmacie pubbliche albenganesi, recependo la richiesta rivolta da Assofarm alle associate. Obiettivo del ricorso, sopendere una delibera che tra l`altro ( un po` ingenuamente) prevede una compensazione tra i minori introiti e “ aumento delle vendite“.
« È assurdo che le comunali siano aggredite solo perché applicano una norma di legge che va a favore dei cittadini » , ha commentato pacatamente il presidente Assofarm, Venanzio Gizzi, prima ancora di appendere che anche il Consiglio comunale di Roma ha dettato le stesse direttive ai i presìdi pubblici territoriali.
Assai più colorita la reazione del ministro della Salute, Francesco Storace, che ieri ha ribadito in più occasioni il proprio sconcerto nei confronti dei vertici Fedefarma, accusati di essere « imbroglioni » e « no global in camice bianco » perché « fanno coriandoli dei patti sottoscritti, rivolgendosi ai giudici per farli dichiarare incostituzionali » .
Il fastidio ministeriale è approdato anche alla Camera, dove Storace ha accusato le farmacie di non aver ancora applicato il Dl « perché speravano di trovare alleati in Parlamento » . Rischio sfumato, evidentemente, visto l`accordo raggiunto in seno alla maggioranza per il ritiro di tutte le proposte emendative al testo trasmesso dal Senato.
Accordo che, però, ancora ieri non è riuscito a interrompere la giostra dei veleni. In prima fila, sul fronte parlamentare, ancora la diessina Grazia Labate ( « Sugli sconti Storace mente » ) , subito invitata dal ministro ? con l`opposizione tutta ? a « non intestardirsi nella battaglia emendativa » .
A fianco della Salute il Codacons, che ha annunciato per martedì prossimo una « iniziativa clamorosa » per vendere fuori farmacia i farmaci « C » con uno sconto medio del 30 per cento. Promessa impegnativa ( ma forse neanche tanto) alla luce del censimento diffuso ieri da Cittadinanzattiva ( Tdm). Soprattutto nelle grandi città gli sconti restano un miraggio: due farmacie su tre non li praticano, soprattutto al Sud e nelle Isole. E c`è chi finge di aver sposato la causa con tagli inferiori all` 1 per cento. « Tradimento » , direbbe Storace. Ma l`allarme di Federfarma sul rischio di aumenti fuori ordinanza dei listini di fascia « C » al termine del blocco imposto ai listini ( gennaio 2007) sembra aver lasciato il segno. « Dopo il varo del Dl ragioneremo con le aziende sulla formazione dei prezzi di classe « C » ? ha annunciato il ministro ? Aumenti del 238%, come si è verificato in qualche caso, non sono più accettabili » .
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