13 Luglio 2005

Quel vestito a caro prezzo

Quel vestito a caro prezzo


Primo giorno di saldi, sabato 9 luglio u.s. In compagnia di un`amica, andiamo a viale Libia a fare shopping. Entriamo in un negozio ed acquisto un capo di vestiario a ? 150.00; la proprietaria voleva mettermi in conto anche la riparazione di ? 10,00 ma alle mie lamentele (perchè il capo non era della mia misura e la signora ha tanto insistito (purtroppo per me) a farmelo prendere con le dovute modifiche sartoriali) mi ha cancellato le spese di riparazione con molto malgarbo. Pago il capo per l`intera cifra con il bancomat e ce ne andiamo. Proseguiamo la passeggiata e nel negozio di fronte a quello in cui ho fatto l`acquisto, c`è lo stesso identico capo a ? 89,00. Esattamente 61,00 euro di meno! Torno subito nel negozio suddetto e alle mie lamentele, la signora mi risponde che lei vende al prezzo che vuole. Mi rivolgo alla Confcommercio, e mi rispondono che non possono nulla; mi rivolgo alla Codacons e mi rispondono la stessa cosa. Ma allora cosa esiste a fare la cosiddetta “tutela del consumatore“? E? mai possibile che in questi casi non si possa fare più niente e i negozianti sono padroni di fare quello che vogliono a danno del consumatore? Non è possibile che nella stessa strada, uno di fronte all`altro, ci sia un capo di vestiario in saldo con una differenza di 61,00 euro, 120.000 delle vecchie lire. A me sembra un`enormità.

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