1 Luglio 2005

Inflazione lenta in Italia e in ripresa nell?Ue





CINZIA PELUSO Inflazione a due velocità. Rallenta in Italia, mentre è in ripresa in Europa. L?Istat segnala infatti per giugno un calo dall?1,9 all?1,8%. Un valore così basso non si registrava da quasi sei anni, cioè dal mese di settembre del ?99. E scende anche l?indice armonizzato, cioè quello calcolato secondo i criteri europei. Dal 2,3 passa al 2,1% (il valore che riportiamo nel cruscotto della pagina, sotto la testata dell?economia, e che tiene conto dei saldi e dell?effettiva spesa per i farmaci). Invece, Eurolandia nello stesso mese che si è appena concluso ha assistito ad un trend in crescita: dall?1,9% al 2,1%. È stato il caro-petrolio a riaccendere i prezzi. Ma la buona notizia viene subito raffreddata dall?arrivo di aumenti per le sigarette. Da oggi per i fumatori scattano rincari su 41 marche tra le quali Barclay, Benson & Hedges, Fortuna, Gauloises, Lucky Strike, Ms, Nazionali, Pall Mall, Rothmans e Sax. Ogni pacchetto costerà 10 centesimi in più. Tornando all?inflazione di giugno, le statistiche fanno gridare allo scandalo le associazioni dei consumatori e i sindacati. Scatta un altro allarme sulla crisi dei consumi che avrebbe compresso anche l?inflazione. E le opposizioni puntano il dito sull?attendibilità del paniere del nostro Istituto nazionale di statistica. A una prima analisi, il motivo principale di questa differenza tra l?Italia e i partner europei sembra legato al caro-greggio. Come mai con i prezzi dell?oro nero alle stelle una delle voci che ha contribuito di più a raffreddare i prezzi è rappresentata proprio dal capitolo energia? Beni e servizi che sono sotto l?influsso delle quotazioni petrolifere hanno registrato un calo dello 0,2% a giugno. E, per quanto riguarda i prezzi non regolamentati, i carburanti segnano un ribasso congiunturale, cioè rispetto allo scorso mese di maggio, dell?1,4%. In questo modo si riduce anche l?aumento tendenziale annuo: dal più 9,5% di maggio al più 5,8% di giugno. In particolare, se si guarda a benzina e gasolio, la prima diminuisce dell?1,6% rispetto al mese precedente e aumenta del 5,5% su giugno 2004. Quest?ultimo dato segnala una rilevante contrazione rispetto a maggio scorso quando la variazione tendenziale annua risultava pari a più 9,6%. Per quanto riguarda poi il gasolio, registra un calo mensile dello 0,8%. L?aumento annuo è del 14,9%, quindi più basso dell?incremento del 18,3% di maggio. I tecnici dell?Istituto guidato da Luigi Biggeri spiegano che il dato riflette le rilevazioni compiute dalle varie città italiane e che rappresentano quasi il 75% dei consumi. Un campione, quindi, ampio. Dalle città si fa notare invece che tali rilevazioni territoriali avvengono l?1 e il 15 del mese, giorni in cui si sarebbe registrato un calo dei carburanti. Dati che lasciano «assolutamente soddisfatto» il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Che convincono il ministro del Welfare, Roberto Maroni. «È la terza buona notizia in pochi giorni dopo i dati sulla disoccupazione e dopo la decisione della Commissione europea sui conti pubblici italiani», commenta. Ma i consumatori ancora una volta non ci credono. L?Adusbef ritiene, in base a un recente sondaggio online, che il 70% dei cittadini è convinto che l?inflazione sia almeno il quadruplo, cioè il 6,4%. I consumatori del Codacons e le opposizioni parlano invece di crollo dei consumi. Il responsabile economico dei Ds, Pierluigi Bersani, non ha dubbi: è questa la chiara dimostrazione che stiamo attraversando una fase di recessione. Mentre il segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani, si serve del termine stagflazione per dipingere un quadro a tinte fosche. Il ministro delle Attività produttive, Claudio Scajola, pur ritenendosi soddisfatto della discesa dei prezzi, riconosce quindi che è urgente far ripartire i consumi: «Dobbiamo favorire la ripresa della domanda». Ritornando alle statistiche, e quindi alle voci di spesa in aumento a giugno, da segnalare che fra queste ci sono i trasferimenti di proprietà di auto e motocicli, gravati dagli aumenti delle imposte di bollo. Questi ultimi sono scattati con l?entrata in vigore delle norme collegate all?ultima Finanziaria. In termini economici a nulla è servito, quindi, che il provvedimento sulla competitività prevedesse la possibilità di effettuare il passaggio senza l?intervento del notaio. La voce, registra l?Istat, è salita del 5,6% su base mensile e del 9,4% rispetto a un anno fa.

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