30 Giugno 2005

Nel nord il caldo uccide altri quattro anziani

Nel nord il caldo uccide altri quattro anziani
Pioggia a Milano: la temperatura cala di 10 gradi. Ciampi a causa dell?afa rinvia la visita in Abruzzo







ROMA – L?emergenza caldo blocca anche il presidente della Repubblica: le visite di oggi a Teramo e di domani a Chieti sono state annullate per per evitare di creare eccessivi disagi a quanti sono coinvolti negli avvenimenti, e cioè amministratori, personale civile e militare, e cittadini. Solo una questione di delicatezza, dunque, visto che Ciampi ha confermato il viaggio di martedì prossimo a Strasburgo.
Dovrà essere cambiato il tempo per quella data, visto che già i primi temporali che si sono abbattuti sul nord hanno fatto calare di dieci gradi la temperatura. Erano grandi come albicocche i chicchi di grandine caduti nel pomeriggio a Udine e provincia mentre ancora nel resto di Italia si continuava a battagliare con il caldo estenuante. Le prime avvisaglie di una «rottura» nel clima che dovrebbe aprire le porte a un progressivo abbassamento delle temperature che dal nord dovrebbe man mano scendere nel meridione, seguendo la via adriatica e regalando un po? ovunque un fine settimana sopportabile.
Ma le notizie su un prossimo miglioramento del tempo – che comunque fino a domani non dovrebbe essere significativo – non hanno fermato l?avvio del piano d?emergenza messo in atto dal ministero della Salute: ieri era sulla Gazzetta Ufficiale l?ordinanza che obbliga i comuni a inviare alle aziende sanitarie locali l?elenco dei cittadini che hanno compiuto 65 anni di età, i più a rischio, per capirci. Storace vuole così prevenire e monitorare «danni gravi e irreversibili a causa delle anomale condizioni climatiche». A questo scopo – recita l?ordinanza – «si rende indispensabile e urgente effettuare con immediatezza una iniziativa straordinaria e organica allo scopo di conoscere l?esatta entità, quantitativa e qualitativa, dei soggetti beneficiari degli interventi medesimi». Secondo l?ordinanza, le amministrazioni comunali sono tenute a provvedere alla popolazione a rischio «anche attraverso servizi di assistenza economica o domiciliare, di telesoccorso, di accompagnamento e di trasporto».
Ma all?elenco degli ultra sessantacinquenni non vengono risparmiate le critiche. Il Codacons definisce «sterile» la manovra del ministero perché «indipendente dalle reali condizioni di salute» e chiede anche di sapere il vero numero dei morti per il caldo perché potrebbero essere molti di più di quelli resi noti.
Intanto ieri ai 16 decessi di martedì se ne sono aggiunti altri quattro: uno nell?alessandrino (Battista Pasquale Siviero di 85 anni), due a Milano (un novantenne ricoverato da due giorni per un colpo di calore all?ospedale San Carlo e un uomo, Antonio C. di 82 anni), uno a Vercelli (un anziano pensionato, Carlo Bosio, 83 anni, trovato in casa dai carabinieri).
Ed è ancora emergenza se si guardano i dati delle ultime 24 ore: solo a Milano il 118 ha ricevuto il 40 per cento di chiamate in più e secondo un monitoraggio del Comune, sarebbero 5 mila gli anziani a rischio nel capoluogo lombardo (600 sono ultracentenari). In tutta Italia, in meno di due giorni sono state 500 le telefonate al 1500, il call center del ministero della Salute sull?emergenza caldo. A chiamare soprattutto donne, e oltre la metà ha chiesto consigli su come difendersi dalla calura, cosa bere, come vestire etc. Roma, Milano e Torino sono le città da dove si è telefonato di più.
I temporali che ieri si sono abbattuti sul nord Italia vengono dopo quella che in Veneto è stata definita la notte più calda degli ultimi 30 anni, con la colonnina di mercurio che a Cortina non è mai scesa sotto i 15 gradi battendo anche i record dell?estate 2003. Una notte particolarmente calda che ha visto Milano toccare il record nazionale di consumo di elettricità. L?altro grosso problema collegato al caldo visto che ieri mattina un?altra serie di blackout ha interessato varie zone della città, colpite dalle interruzioni di corrente a partire dalle 6 del mattino. I vigili del fuoco sono dovuti intervenire in 11 casi per liberare alcune persone rimaste bloccate negli ascensori.


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