Gas più caro da luglio, ferma l?elettricità
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fonte:
- Il Messaggero
La bolletta sale del 3,7%: le famiglie spenderanno in media 31 euro all?anno in più
MILANO Il caro petrolio fa aumentare le bollette. Dal prossimo primo luglio le tariffe del gas saliranno infatti del 3,7%, costringendo le famiglie a sborsare in media una trentina di euro l?anno in più. Fermo invece il prezzo dell?elettricità. L?impennata delle quotazioni del greggio continua a pesare quindi sulle tasche degli italiani. L`aumento del metano, spiega infatti l?Autorità per l?energia che ieri ha provveduto al consueto aggiornamento trimestrale delle tariffe, è dovuto ai «prolungati rialzi del petrolio e degli altri combustibili ai quali è attualmente indicizzato il valore tariffario della materia prima gas».
I rincari hanno scatenato le proteste delle associazioni dei consumatori. «Un`ennesima stangata sulle famiglie», ha commentato il presidente dell`Adusbef, Elio Lannutti. «L`ennesimo aumento rappresenterà una stangata per le famiglie italiane, già tartassate dal caro-vita, e contribuirà a spingere verso l`alto la spirale inflazionistica», ha detto Carlo Rienzi, presidente del Codacons che sta valutando anche se presentare un ricorso al Tar per bloccare gli aumenti.
A determinare il rincaro del gas, spiega l?autorità, è stata la crescita della media delle quotazioni dei greggi e dei prodotti petroliferi, a cui è indicizzato il valore della materia prima, nel periodo settembre 2004-maggio 2005. Questo incremento ha determinato un aumento del prezzo del gas del 3,7% comprese le tasse (che pesano sulla bolletta pagata dalle famiglie per il 43,9%). Ciò si traduce in un aumento del gas rispetto al trimestre precedente di 2,22 centesimi di euro al metro cubo, che dal primo luglio costerà quindi 62,29 centesimi di euro. Per una famiglia con consumi medi (1.400 metri cubi all?anno, 116 al mese) il rincaro, precisa l?Autorità, «comporta una maggior spesa di circa 31 euro l?anno».
Anche sul prezzo dell?elettricità pesa il caro petrolio. Ma il decreto messo a punto il 22 giugno scorso dal ministro delle Attività produttive, Claudio Scajola, ha consentito di sterilizzare gli aumenti. Lo scorso 22 giugno il governo è intervenuto infatti per frenare l`impatto del caro-greggio sulle tariffe elettriche con un provvedimento che consente di utilizzare i fondi già accantonati per rimborsare gli stranded cost – cioè i costi non recuperabili sostenuti in passato dall?ex monopolista per il servizio pubblico – per assorbire l`incremento tariffario dovuto al caro greggio.
«Nonostante i forti recenti rialzi dei prodotti petroliferi e dei combustibili utilizzati per la produzione elettrica (+18,6% l`incremento del petrolio rispetto al trimestre precedente)», sottolinea ancora l`Autorità, gli incrementi dei costi di produzione dell?elettricità sono stati compensati utilizzando gli accantonamenti destinati al rimborso degli stranded cost e sospendendo transitoriamente altre componenti tariffarie. In sostanza per le famiglie la tariffa della luce prossimo trimestre resta quindi quella già in vigore, pari a 10,84 centesimi di euro per kWh al netto delle imposte.
Le misure anti-rincari messe in campo dal governo, secondo Alberto Clò, ex ministro dell`Industria e presidente del Rie (Centro di ricerche industriali ed energetiche di Bologna) non impediranno comunque una crescita delle bollette nei prossimi mesi. «L`aumento del 3,7% annunciato oggi dall`Authority è solo un primo scalino – dice Clò -. Dobbiamo aspettarci incrementi superiori al 3% delle bollette del gas a ottobre e poi un altro 3% a gennaio. Per la luce il rischio è di aumenti del 4-5% fra tre mesi, anche se il prezzo del petrolio dovesse scendere, perché gli aumenti del greggio prima o poi si scaricano». Il presidente del Centro ricerche industriali critica poi il provvedimento studiato dal governo per frenare i rincari delle tariffe. «La scelta di far slittare i rimborsi sugli stranded cost – sostiene – è come nascondere la polvere sotto il tappeto».
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