30 Giugno 2005

Aumenta il gas, non l?elettricità

Aumenta il gas, non l?elettricità


L?Authority per l?energia: da luglio più 3,7% per la bolletta



ROMA – Il caro-greggio riscalda le bollette del gas che da luglio saranno più care del 3,7%. Resteranno ferme invece quelle elettriche, in seguito al decreto emanato dal governo. L?esecutivo ora sta anche pensando a costituire una «task-force» per mettere al riparo i consumatori dai rincari di gas e carburante. Come ha detto ieri il premier, la questione petrolio è sul tavolo del governo. È stata l`Autorità per l`energia ieri a fornire il consueto aggiornamento trimestrale delle tariffe del gas, sottolineando che l`incremento è dovuto ai «prolungati rialzi del petrolio e degli altri combustibili ai quali è attualmente indicizzato il valore tariffario della materia prima». L`aumento del gas sarà pari a 2,22 centesimi di euro al metro-cubo. Questo vuol dire che per una famiglia con consumi medi pari a 1.400 metri cubi l`anno (116 al mese) l`aumento comporterà un aggravio di spesa «di circa 31 euro l`anno». Negativa la reazione del Codacons che sta valutando un ricorso al Tar.
Quanto all`elettricità, l?Authority spiega che non aumenterà malgrado i rialzi dei prodotti petroliferi e dei combustibili utilizzati per la produzione elettrica: ?18,6% l`incremento del petrolio rispetto al trimestre precedente. Per una famiglia residente con una potenza impegnata di 3 chilowattore e consumi di 225 chilowattore mensili, che rappresenta la grande maggioranza dell`utenza domestica, la tariffa elettrica del prossimo trimestre «resta quindi quella già in vigore, pari a 10,84 centesimi di euro per chilowattore al netto delle imposte».
L?invarianza delle tariffe è stata resa possibile da un decreto del ministero delle Attività produttive che ha utilizzato gli accantonamenti destinati al rimborso degli stranded cost (oneri impropri, ndr ) e ha sospeso transitoriamente altre componenti tariffarie, il cui gettito risultava anticipato rispetto al riconoscimento alle imprese dei relativi rimborsi. I circa 400 milioni di euro che così sono rimasti nella disponibilità dell?Autorità le consentiranno di assorbire più della metà (circa il 3%) del previsto incremento tariffario stimato nella misura del 6,2%. Al resto del rincaro si è fatto fronte grazie alle «strategie di acquisto dell`Acquirente Unico che hanno permesso un contenimento del costo della componente produzione elettrica» rispetto a quello che sarebbe stato l`onere determinato con il precedente sistema di aggiornamento tariffario, basato esclusivamente sugli andamenti dei prezzi internazionali dei combustibili. L?idea di poter tenere sotto controllo le tariffe, e quindi l?inflazione, ha spinto il ministro delle Attività produttive, Claudio Scajola, a immaginare la creazione di una struttura apposita per il contenimento delle tariffe del gas e del costo del carburante. Un decreto in questo caso è fuori discussione in quanto si tratta di mercati liberalizzati. Per il gas, il supercomitato «anti-rincari» potrebbe essere insediato ufficialmente già oggi, mentre per i carburanti si stanno ancora valutando i margini di manovra.
Per la benzina potrebbe essere utilizzata un?idea lanciata un anno fa dall?ex ministro Antonio Marzano che aveva proposto di evitare le fluttuazioni giornaliere del prezzo della benzina fissando una «soglia d`invarianza» del prezzo. L`aumento «ritardato» dei listini verrebbe realizzato lasciando che, in un periodo determinato, i picchi di aumento vengano assorbiti dall`accisa, che di conseguenza si assottiglierebbe. Trascorso il periodo d`invarianza, l`accisa tornerebbe a espandersi, determinando il rialzo del prezzo del carburante al pubblico.
L?intervento sull?accisa sarebbe compatibile con l?Ue perché le riduzioni sono consentite a quei Paesi che hanno un?accisa superiore al livello minimo europeo: 359 euro ogni mille litri. Essendo quella italiana pari a 564 euro, la riduzione è ipotizzabile senza nemmeno l?obbligo di comunicarla all?esecutivo europeo.

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