29 Giugno 2005

Gli italiani più tartassati d`Europa

Gli ultimi rincari dei prezzi arrivano a pesare sui redditi delle famiglie fino al 13%
Gli italiani più tartassati d`Europa



Gli italiani sono i più tartassati d`Europa in fatto di benzina: l`Italia, infatti, vanta il terzo posto nella classifica europea del caro carburanti. I recenti rincari della verde e del gasolio incideranno sui redditi delle famiglie per il 13%. È quanto afferma il Codacons, precisando che il Belpaese è preceduto solo da Regno Unito ed Olanda, «dove i prezzi sono di poco superiori ai nostri». «In molti paesi i prezzi dei carburanti sono più bassi ed i redditi medi dei cittadini – spiega l`associazione dei consumatori – sono decisamente più elevati rispetto all`Italia. Una differenza che determina forti squilibri nell`incidenza che i prezzi dei carburanti hanno sui redditi delle famiglie. Se in Italia gli ultimi aumenti dei carburanti porteranno la percentuale di incidenza stimabile attorno al 13%, in Germania questa sarà del 7%, in Spagna dell`8%, in Francia del 9% ed in Grecia del 10,5% circa». Intanto, Adusbef e Federconsumatori tornano a chiedere un taglio delle accise sulla benzina per contenerne il prezzo. «Il governo – dichiarano i presidenti delle due organizzazioni, Elio Lannutti e Rosario Trefiletti – operi un intervento risolutivo per difendere, con il potere d`acquisto falcidiato delle famiglie, anche la competitività delle imprese costrette a giocare, specie in Italia, con la palla al piede del carburante». I due rappresentanti dei consumatori elencano alcune delle tasse che gravano sulla benzina: 1,90 lire per la guerra di Abissinia del 1935, 14 lire per la crisi di Suez nel 1956, 10 lire per l`alluvione del Vajont (1963) e altrettante per quella di Firenze (1966). Le tasse sulla benzina finanziarono anche la ricostruzione dopo il terremoto del Belice (10 lire nel 1968), del Friuli (99 lire nel 1976) e dell`Irpinia (1980). Infine le accise per il finanziamento di missioni militari: 205 lire per la missione il Libano del 1983 e 22 per quella in Bosnia del 1996. Negli ultimi anni il governo ha ulteriormente aumentato le accise: 2,15 centesimi di euro nel 2001 per il ripristino delle 50 lire tolte dal precedente governo per calmierare il prezzo, 1,6 centesimi nel 2004 per il contratto degli autoferrotranvieri e 0,5 centesimi quest`anno per l`acquisto di bus ecologici. In sostanza – ricordano – ogni litro di benzina è gravato da più di 25 centesimi di accise «una tantum». E sulle proposte scende in campo anche il presidente dell`Adoc, Carlo Pileri, a commento delle dichiarazioni del presidente dei petrolieri Pasquale De Vita, che vede «obbiettivamente difficile» un taglio delle accise: «Se il calo dei consumi comporta una perdita secca di 200 milioni per le minori entrate delle accise sulla benzina – ha detto – investiamo questa somma per mantenere il prezzo del carburante inalterato e ridurre le contrazioni dei consumi». Se davvero, come sostengono alcuni analisti, il prezzo del greggio toccasse gli 80 dollari a barile, il maggiore esborso per una famiglia sarebbe di oltre 300 euro l`anno, di cui circa 200 incamerati dallo Stato. Per alleviare la situazione di difficoltà delle famiglie – conclude Pileri – l`unica soluzione è «un`accisa variabile in grado di mantenere stabile il prezzo alla pompa».



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