La benzina vola e sulle accise è polemica
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fonte:
- Il Mattino
Il petrolio fa un passo indietro a 58 dollari, dopo il record a 61. Le Borse tirano il fiato e chiudono in rialzo. Ma in Italia la benzina continua a correre. E un?altra serie di aumenti si abbatte sugli automobilisti. Sono sei le compagnie che ritoccano i listini. E il rincaro di 2 centesimi deciso dalla Q8 aggiorna il prezzo massimo a 1,260 euro per il carburante verde. Lunedì era stata invece l?Agip a portare la benzina alla sua vetta massima di 1,259 (che in Campania, a causa della sovrattassa regionale, diventano 1,294 euro, cifra che viene riportata nel cruscotto sotto la testata dell?Economia). La benzina corre e anche le polemiche non si fermano. Da un lato, il pressing dei consumatori. Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori puntano di nuovo il dito contro il governo. Dall?altro, i petrolieri che indicano la stessa soluzione della riduzione delle accise. Aldo Brachetti Peretti, presidente e amministratore di Anonima Petroli Italiana, è convinto che questa sia l?unica soluzione. «Gli stessi paesi produttori – fa notare – ci chiedono perché rivendiamo ad un prezzo cosi alto rispetto ai prezzi del greggio». Ma la richiesta di un intervento sulle accise viene respinta dai rappresentanti dell?esecutivo. È ritenuta impraticabile sia dal ministro dell?Ambiente, Altero Matteoli, sia dal viceministro dell?Economia, Giuseppe Vegas. «Finora – spiega Matteoli – abbiamo ragionato su un possibile aumento per finanziare cose importanti, e quindi che si possa raggiungere questa soluzione è difficile». «Aspetteremo comunque di conoscere le valutazioni dei ministri competenti», conclude Matteoli. Ancora più categorico Vegas. «L?intervento delle accise è da escludersi». Secondo Vegas un tale provvedimento premierebbe i produttori dando quindi una spinta a «un ulteriore aumento dei prezzi». Più possibilista è invece il direttore generale per l?Energia del ministero delle Attività produttive, Sergio Garribba. Afferma che interventi sulle accise «sono possibili in linea di principio». Dunque, sarebbe possibile attuare la vecchia proposta di accise flessibili dell?ex ministro delle Attività produttive Antonio Marzano? Garibba spiega che le accise sono «una voce nel bilancio dello Stato che può essere mantenuta fissa con un incasso determinato per il Tesoro e, all?interno di questo quadro, ci si può muovere, rimodulandole a favore dei consumatori». Sono interventi «osteggiati dall?Ue – osserva – ma volendo si possono comunque adottare perché non vedo quali strumenti possa usare Bruxelles contro un tale provvedimento su Iva o accise». E a chiedere l?introduzione di accise mobili, che dovrebbero funzionare da ammortizzatore quando aumenta il prezzo del petrolio, senza interferire però con le entrate dello Stato, è anche l?associazione dei consumatori Adoc. Al suo fianco si schierano i benzinai della Fegica-Cisl. In realtà, tra accise e Iva la componente fiscale è la voce principale che determina il prezzo alla pompa. Pesa infatti per il 65%. «Una tassa ombra che il cittadino non percepisce, è quindi una grave scorrettezza da parte del governo non intervenire», commenta Pier Luigi Bersani, responsabile economico dei Ds. I consumatori del Codacons denunciano che in Italia vi sono i prezzi più alti d?Europa. Veniamo superati infatti solo da Regno Unito e Olanda. Mentre Federconsumatori e Adusbef ricordano le tante accise una tantum, istituite dal 1935 a oggi, che andrebbero eliminate. L?ultima a febbraio di mezzo centesimo di euro è servita a finanziare l?acquisto di bus ecologici.
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