Il Codacons chiede alla Moratti il “6 politico“ per gli scritti
-
fonte:
- Il Gazzettino
Il Codacons polemizza con il ministro Moratti e la diffida ad assegnare il “6 politico“ alle prove scritte chiedendo per la valutazione dei maturandi di basarsi solo sui colloqui. L`associazione chiede l`abolizione degli scritti alla luce «sia delle troppe fughe di notizie su internet (mai numerose come quest`anno) sia della circostanza, denunciata da alcuni studenti, secondo cui la terza prova scritta in certe classi sarebbe già nota ai maturandi». Una situazione che secondo i Codacons «discredita il mondo della scuola e infanga l`immagine dell`esame di maturità».
Lunedì dunque per i circa 482.000 studenti delle superiori ci sarà la terza prova scritta: il cosiddetto quizzone. Una prova temuta, secondo un`inchiesta su 3.000 utenti del sito Studenti.it: per il 53\% questo scritto sarà più difficile dei primi due mentre il 21\% ritiene che sia arduo tanto quanto quelli che l`hanno preceduto. Più ottimista il 16\% secondo il quale l`appuntamento di lunedì sarà invece un po` meno temibile degli altri per via delle esercitazioni svolte durante l`anno. Il 10\%, poi, si sente già il diploma in tasca perché i professori hanno già comunicato le materie e gli argomenti della prova. Con la nuova riforma Moratti i commissari della maturità, ad esclusione del presidente, sono tutti interni e, stando alle testimonianze di alcuni studenti, influenzano con il loro aiuto l`esito dell`esame. Alcuni ragazzi di un liceo classico romano hanno rivelato ieri che durante la versione di latino i professori si sono riuniti creando un team per sconfiggere il temuto Tacito, poi hanno passato la traduzione, naturalmente perfetta, ai loro alunni.
Simona C., prof di greco che chiede l`anonimato, ha dichiarato che alcuni insegnanti passano gli interi compiti dell`esame per dimostrare al commissario esterno la preparazione dei propri studenti: «Al di là di un`etica professionale che andrebbe rispettata, l`esame fatto in questo modo diventa ridicolo finisce che i docenti prima scrivono le domande, poi passano le risposte e infine se le correggono da soli!».
Naturalmente questa consuetudine può creare non poche discriminazioni. Alla redazione di “Studenti.com“ sono arrivate diverse segnalazioni in merito: «Mio figlio, a differenza di alcuni «cocchetti» non è stato aiutato né nella prima né nella seconda prova l`orale per lui sarà un interrogatorio, non un`interrogazione» ha dichiarato Elio, un papà molto arrabbiato.
Proprio per evitare questo tipo di discriminazioni, un`altra professoressa, Jenny Martino, ha deciso di non aiutare nessuno.«L`esame già così è semplicissimo – dichiara – i programmi sono brevi e gli argomenti che vengono chiesti sono quelli affrontati durante tutto l`anno scolastico. Secondo me sarebbe meglio tornare alla vecchia maturità».
Anche per il prof. Peiretti di Torino l`esame è una pura formalità. «È impossibile valutare gli studenti in base ai risultati della maturità, per me vale il rendimento durante tutto il corso di studio, è per questo che sono d`accordo nel dare qualche aiuto ai ragazzi in sede d`esame. La mia idea sul voto finale si forma durante il corso dell`intero anno scolastico».
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- VARIE
