25 Giugno 2005

«Acqua dal sapore strano» ad Acquaviva ora entra in campo il Codacons

Esposto alla Procura. «I cittadini vogliono essere tranquilli»


«Acqua dal sapore strano» ad Acquaviva ora entra in campo il Codacons






ACQUAVIVA Un`acqua dal colore e dal sapore «strano» rischia di stravolgere le abitudini di una comunità. I rubinetti sono tenuti aperti per diverse ore, nelle case, sino a quando, almeno apparentemente, l`acqua non torna incolore per il suo utilizzo nello svolgimento delle normali incombenze domestiche. Prima di mettere in funzione lavatrici e lavastoviglie, durante la giornata, in molti sono costretti a verificare la colorazione dell`acqua. Nell`uso potabile,ogni famiglia acquista in quantità, ormai industriale, acqua inbottigliata. E i costi ricadono, ironia della sorte, sulla stessa città. Il disservizio si protrae da mesi ed il Codacons denuncia il caso alla Procura della Repubblica di Bari. L`associazione fa presente che le prime segnalzioni sul colore ferruginoso, rossastro, con «presenza di elementi, non meglio definiti, in sospensione, dal sapore metallico e dall`odore sgradevole dell`acqua, risalgono all`ottobre 2004. E oggi l`Acquedotto Pugliese eroga la stessa acqua, senza aver mai provveduto al servizio sostitutivo e ad informare i cittadini». Sulla vicenda già «dal 14 marzo 2005 è stato informato il Prefetto di Bari», Tommaso Blonda. Quindi nell`esposto del Codacons appaiono scenari inquietanti: «In questi ultimi giorni – denuncia il Codacons – il fenomeno è divenuto orami una vera e pro propria emergenza per la salute pubblica: ancora più numerose sono state le segnalazioni pervenuteci da parte di cittadini che si dichiarano impossibilitati ad utilizzare l`acqua inquinata e che ormai interessa l`intero abitato di Acquaviva delle Fonti». Il Codacons ritiene che le risorse idriche «sono essenziali per la vita e la tutela della salute ed indispensabili per molte attività produttive» e che questa situazione induca «l`Acquedotto Pugliese ad utilizzare maggiori percentuali di cloro (o altri agenti autorizzati)». Per questa ragione chiede alla Procura della Repubblica di Bari di «accertare se gli avvenimenti ed i comportamenti descritti non possano essere considerati violazioni della legge penale». La città vorrebbe sapere se deve sentirsi minacciata nel suo diritto primario: la salute e se sta rischiando di essere intossicata o addirittura avvelenata da un`acqua che da mesi non è più limpida, inodore, insapore. La speranza di tutti è che questo liquido prezioso sia almeno innocuo. Franco Pet


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