«Acqua dal sapore strano» ad Acquaviva ora entra in campo il Codacons
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fonte:
- La Gazzetta del Mezzogiorno
«Acqua dal sapore strano» ad Acquaviva ora entra in campo il Codacons
ACQUAVIVA Un`acqua dal colore e dal sapore «strano» rischia di stravolgere le abitudini di una comunità. I rubinetti sono tenuti aperti per diverse ore, nelle case, sino a quando, almeno apparentemente, l`acqua non torna incolore per il suo utilizzo nello svolgimento delle normali incombenze domestiche. Prima di mettere in funzione lavatrici e lavastoviglie, durante la giornata, in molti sono costretti a verificare la colorazione dell`acqua. Nell`uso potabile,ogni famiglia acquista in quantità, ormai industriale, acqua inbottigliata. E i costi ricadono, ironia della sorte, sulla stessa città. Il disservizio si protrae da mesi ed il Codacons denuncia il caso alla Procura della Repubblica di Bari. L`associazione fa presente che le prime segnalzioni sul colore ferruginoso, rossastro, con «presenza di elementi, non meglio definiti, in sospensione, dal sapore metallico e dall`odore sgradevole dell`acqua, risalgono all`ottobre 2004. E oggi l`Acquedotto Pugliese eroga la stessa acqua, senza aver mai provveduto al servizio sostitutivo e ad informare i cittadini». Sulla vicenda già «dal 14 marzo 2005 è stato informato il Prefetto di Bari», Tommaso Blonda. Quindi nell`esposto del Codacons appaiono scenari inquietanti: «In questi ultimi giorni – denuncia il Codacons – il fenomeno è divenuto orami una vera e pro propria emergenza per la salute pubblica: ancora più numerose sono state le segnalazioni pervenuteci da parte di cittadini che si dichiarano impossibilitati ad utilizzare l`acqua inquinata e che ormai interessa l`intero abitato di Acquaviva delle Fonti». Il Codacons ritiene che le risorse idriche «sono essenziali per la vita e la tutela della salute ed indispensabili per molte attività produttive» e che questa situazione induca «l`Acquedotto Pugliese ad utilizzare maggiori percentuali di cloro (o altri agenti autorizzati)». Per questa ragione chiede alla Procura della Repubblica di Bari di «accertare se gli avvenimenti ed i comportamenti descritti non possano essere considerati violazioni della legge penale». La città vorrebbe sapere se deve sentirsi minacciata nel suo diritto primario: la salute e se sta rischiando di essere intossicata o addirittura avvelenata da un`acqua che da mesi non è più limpida, inodore, insapore. La speranza di tutti è che questo liquido prezioso sia almeno innocuo. Franco Pet
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