Tassa sulle caldaie, via ai controlli
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fonte:
- La Gazzetta del Mezzogiorno
Sicurezza e rispetto dell`ambiente: la Provincia passa al setaccio 60mila utenti Individuati già 2500 non in regola. Il Codacons ricorre al Tar: è illegale
Per la Provincia si tratta di un contributo previsto per legge. In realtà è soltanto un gioco di parole per bypassare il termine «tassa». Ma i dolori iniziano adesso. Dopo un periodo di quiete si riaccende la polemica sul balzello sulle caldaie domestiche e/o industriali arrivato in Puglia con dieci anni di ritardo rispetto alle regioni del Nord. E alle lamentele degli utenti (magari poco informati) si aggiunge ora un insidioso ricorso presentato al Tar dal Codacons che chiede l`annullamento di tutti gli atti. Ma perchè il caso esplode proprio ora? La risposta è semplice: la Provincia, al termine della campagna di autocertificazione avviata l`anno scorso e conclusasi a dicembre (ogni utente ha dichiarato di aver fatto verificare da personale qualificato il proprio impianto certificandone la regolarità), ha iniziato i cosiddetti controlli d`ufficio. Tali verifiche, obbligatorie per legge (quindi non è possibile impedire l`accesso), sono scaturite al termine del riscontro fra le banche dati delle cosiddette utenze combustibili (forniti alla Provincia da Enel, società del gas, ecc.) e le autocertificazioni presentate dai singoli interessati. Il risultato è stato interessante: su 180mila utenti distribuiti nei 37 comuni della provincia di Bari (di popolazione inferiore ai 40mila abitanti), solo 126mila hanno dichiarato di possedere un impianto. E gli altri? Finiranno sotto i colpi di scure dei controlli nel frattempo avviati dalla Provincia. Tutto ciò con un ulteriore aggravio di costi, quantificati in 92 euro, cifra dovuta per l`ispezione al personale incaricato. Non c`è rischio, invece, per coloro i quali hanno autocertificato il proprio impianto pagando il contributo una tantum di euro 15,49 valevole per la campagna 2004-2005. Per loro sarà possibile la visita a campione (nella misura del 5 per cento) senza alcun costo aggiuntivo. Ma la prima fase dei controlli ha fatto emergere alcune contraddizioni. Alcuni utenti che hanno autocertificato il proprio impianto si sono visti arrivare l`avviso di visita» con la diffida a pagare i 92 euro previsti per il controllo tecnico. Come è possibile tutto ciò? A chiarirlo è proprio la dott.ssa Vittoria Susca, dirigente del settore tributi della Provincia: «Abbiamo verificato che in parecchi casi, c`è discordanza tra il titolare dell`utenza (ad esempio gas) e l`intestatario dell`autocertificazione. Può capitare, infatti, che siano marito e moglie o parenti. In tal caso – precisa – l`utente non dovrà pagare nulla ma dovrà comunicare i dati di cui è in possesso al numero verde indicato nell`avviso e prima dell`effettuazione della visita». Ulteriori conferme arrivano anche da chi è impegnato sul campo in questo lavoro. Il dott. Rako Castellano, dell`ufficio impianti termici della Provincia, precisa come la percentuale di discordanza tra gli utenti intestatari e gli autocertificati «sia intorno al 15 per cento. Alla data di metà aprile – aggiunge – sono stati effettuati circa 2mila e 500 controlli nei confronti di coloro che non hanno presentato autocertificazione. Al più presto inizieremo invece i controlli a campione sul 5 per cento degli autocertificati. Su di essi non ricade alcun onere in quanto è già assorbito dal contributo di 15 euro e 49 versato in precedenza». Tra le varie difficoltà incontrate nella fase dei controlli, la presenza di numerosi impianti disattivati di cui, però, la Provincia non sapeva nulla. Ciò è potuto accedere perchè i tabulati degli utenti risalgono al 2000 mentre la campagna è iniziata nel 2004. Tutte le varie modifiche intervenute, quindi, sono sfuggite al censimento. Lo scopo di tale attività porterà alla definizione di quello che la legge definisce il catasto degli impianti termici. La Provincia è a buon punto tant`è che una volta completati i controlli sarà possibile avere una fotografia completa di tutte le caldaie presenti sul territorio. Una curiosità: il lavoro della Provincia – quindi le fasi di preparazione della gara per l`individuazione delle ditte cui affidare il controllo – è stato giudicato talmente perfetto da indurre la Provincia di Roma a chiedere le carte per ispirarsi ai criteri seguiti dall`ente presieduto da Enzo Divella. Alla Provincia, adesso, stanno studiando come riutilizzare i fondi ricavati. Si sta pensando a un riutilizzo a favore della fasce più deboli (molti gli indigenti che non possono far fronte al pagamento) o per altre campagne di sensibilizzazione ambientale e sicurezza. Finora sono stati incassati 2milioni e 300mila euro che, per legge, sono congelati per impieghi specifici nel settore ambientale. Intanto il Codacons ha chiesto al Tar di annullare tutto: per l`associazione di consumatori (l`unica che non ha sottoscritto il protocollo d`intesa alla Provincia) si tratta di un balzello illegittimo.
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