23 Giugno 2005

Elettricità e ferrovie, bloccati gli aumenti

Elettricità e ferrovie, bloccati gli aumenti





Roma. Per ora sono scongiurati gli aumenti della bolletta della luce e dei biglietti ferroviari. Per il gas il rischio rincari invece rimane. Il governo ieri, infatti, ha varato un decreto che di fatto blocca le tariffe dell?energia elettrica, le quali, in seguito al caro-petrolio, rischiavano già da luglio di schizzare in alto di almeno il 3%. E il Tesoro ha fermato il piano di rimodulazione dei biglietti dei treni che sarebbe dovuto scattare il primo luglio. Per l?elettricità, la soluzione trovata dal ministero delle Attività produttive è molto da ?addetti ai lavori?: rinvia e rateizza una serie di oneri impropri ed extra che da anni gravano sulla bolletta dell?utente come indennizzo per investimenti imposti in passato e poi vanificati dall?abbandono del nucleare e dalla liberalizzazione. Si chiamano ?stranded cost? e per effetto di un precedente decreto facevano arrivare nelle casse degli operatori elettrici 1,4 miliardi di euro (di cui 1 miliardo all`Enel): 800 subito e 600 entro il 2007. Il decreto blocca-tariffe appena varato, invece di 800, salda ai produttori 400 milioni per compensare i maggiori costi legati al caro-petrolio non assorbiti con gli aumenti in bolletta. Per i restanti mille il termine slitta dal 2007 al 2009 col riconoscimento degli interessi. I 400 milioni di euro ?risparmiati? saranno a disposizione dell`autorità di controllo che li utilizzerà per ridurre, fino ad annullare, l`impatto del caro-petrolio sulle tariffe della luce del prossimo trimestre. Insomma un procedimento complesso per il cittadino comune, ma con un risultato comprensibile a tutti: niente rincari della luce. Per il gas, invece, bisogna stare ancora in campana: «Non ci sono in questo momento possibilità di intervento. Stiamo studiando e valutando cosa è possibile fare» ha detto Scajola. Il quale ha anche escluso che il ?blocca tariffe? appena varato possa danneggiare i conti dell?Enel. Opinione condivisa dal presidente dell?Enel, Piero Gnudi: «Per quel che ne sappiamo non credo che avrà effetti significativi sui nostri conti economici». Scongiurato praticamente in calcio d?angolo anche l?aumento dei biglietti ferroviari. Secondo un piano messo a punto dall?amministratore delegato delle Fs Elio Catania, la ?rimodulazione? delle tariffe (erano previsti molti aumenti, ma anche qualche diminuzione) sarebbe dovuta scattare da venerdì primo luglio. Il ministero delle Infrastrutture, guidato da Pietro Lunardi, aveva già dato il suo ok. Ma il ministro Domenico Siniscalco, che attraverso il Tesoro è azionista al 100% delle Fs, nel pomeriggio di ieri ha detto no. Salvando, almeno per ora, il portafoglio di chi aveva programmato un po? di viaggi, via binario, per quest?estate. Ma bisognerà rassegnarsi, i biglietti dei treni sono destinati ad aumentare. Se non altro perché sono fermi da 4 anni. È sempre il ministro Lunardi a comunicare la triste notizia: «Prima o poi gli aumenti ci saranno, si tratta di capire insieme al Tesoro qual è il momento migliore per vararli». Aggiungendo: «Però non toccheremo assolutamente i pendolari e cioè i treni locali. Riguarderanno i treni a lunga percorrenza». Nel frattempo, una volta tanto, le associazioni dei consumatori plaudono. Il Codacons si «complimenta con il ministro dell?Economia che ha dimostrato sensibilità verso gli utenti e verso chi quotidianamente fruisce di un servizio con troppe pecche. Fino a che non ci sarà un evidente miglioramento qualitativo del servizio ferroviario non potrà esserci alcun aumento dei prezzi dei biglietti».

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