23 Giugno 2005

Il ministro Scajola: «Ma per il gas ora non possiamo intervenire»

Rinviati i rincari della luce

L?esecutivo frena le tariffe elettriche. Pesa il prezzo del greggio
Azienda Italia

Il ministro Scajola: «Ma per il gas ora non possiamo intervenire»




Roma. Un freno agli aumenti delle tariffe elettriche previsti per luglio. Il governo corre ai ripari per contrastare la spirale innescata dal rincaro del petrolio e dalla flessione dell?euro sul dollaro che avrebbe portato a ritocchi fra il 3 ed il 4,5%. Un decreto firmato dai ministri Siniscalco (Economia) e Scajola (Attività Produttive) diluisce fino al 2009 il rimborso degli oneri di sistema – pari a 1 miliardo di euro – dovuto ai produttori di energia.
Per quanto riguarda l?Enel, riceverà subito «pro quota» solo 300 milioni dei 1400 milioni complessivi previsti dalla partita «stranded». Ma non dovrebbero esserci impatti sui conti: per il gruppo elettrico e le altre imprese aventi diritto al rimborso (Tirreno Power ed Endesa Italia) si tratta infatti solo di un meccanismo di rateizzazione, accompagnato dal riconoscimento dei relativi interessi.
«Di fronte al costante aumento dei prezzi del petrolio», spiega Palazzo Chigi, «con il rischio di aggravio dei costi per le famiglie e le imprese si è intervenuto con un decreto che consente all?autorità per l?energia elettrica ed il gas di non aumentare le tariffe elettriche». In dettaglio il governo pagherà ai produttori 400 milioni di euro invece degli 800 previsti per compensare i maggiori costi legati al caro-petrolio. Il resto sarà saldato alle nuove scadenze interessi compresi.
Comunque, dei 40 miliardi di euro che ogni anno gli italiani pagano per le bollette elettriche, circa 7,5 miliardi (quasi il 20%) sfumano negli «oneri vari», tutta una serie cioè di voci, prezzi e sovrapprezzi contenuti nella tariffa elettrica che nulla hanno a che vedere con la luce. Con il costo, cioè, per produrla, trasportarla, gestirla e distribuirla. Una sorta di «obolo» che pesa sulle bollette degli utenti italiani, da tempo nel mirino per essere tra le più alte nel confronto con gli altri paesi europei.
Per quanto riguarda le bollette del gas, invece, il rischio rincari ancora sussiste: «Non ci sono in questo momento possibilità di intervento. Stiamo studiando e valutando cosa è possibile fare», ha detto Scajola. E il sottosegretario Mario Valducci ha spiegato il motivo delle difficoltà: «Questo mercato è meno regolamentato di quello elettrico, non è altrettanto competitivo e e gli spazi di manovra sono inferiori».
Confindustria boccia l?iniziativa del governo. Per il vicepresidente Emma Marcegaglia, si tratta di «una soluzione momentanea che non risolve i problemi strutturali del mercato dell?energia». Apprezzamento invece hanno espresso Confartigianato e i consumatori. Ma il Codacons chiede da subito uno sforzo in più anche per gas e benzina: «Adesso l?esecutivo lavori per impedire l?aumento delle bollette del gas e soprattutto per diminuire le accise della benzina. Chiediamo al governo un decreto come quello attuato per le tariffe elettriche, volto a salvaguardare i portafogli delle famiglie italiane».
Intanto il prezzo del greggio ieri era in calo sui mercati internazionali. A Londra il future con consegna ad agosto sul Brent è tornato sotto i 57 dollari al barile ed analogamente il Wti è sceso sotto la soglia dei 59 dollari a New York. Ma la Commissione di Bruxelles, vista la tendenza ai rialzo, lancia un nuovo allarme. «Gli elevati prezzi del petrolio hanno un impatto negativo sulla crescita del pil. Una minore dipendenza dai prodotti petroliferi sarebbe un benefico immediato per l?economia» si legge nel Libro Verde che descrive la strategia per razionalizzare i consumi ed alleggerire la bolletta energetica comunitaria di 60 miliardi di euro entro il 2010.

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