Giù i consumi, anche gli alimentari
-
fonte:
- La provincia.it
Allarme di sindacati e associazioni: un altro segnale della crisi economica
ROMA ? Gelata sui consumi degli italiani. Le vendite dei supermercati e degli altri esercizi commerciali, dopo qualche segnale positivo fra febbraio e marzo, hanno chiuso il mese di aprile in caduta libera, con «la più forte flessione tendenziale registrata da almeno il gennaio del 1996», spiegano funzionari dell`Istat. Le statistiche storiche dell`istituto non vanno più indietro di quella data. I dati forniti ieri dall`ufficio statistico hanno tutti il segno meno, anche per i consumi alimentari che difficilmente sono comprimibili: in aprile l`indice generale si è chiuso con un calo del 3,9% rispetto ad aprile 2004 e dello 0,8% rispetto a marzo, quest`ultimo il più forte da maggio 2004. E anche guardando al periodo compreso fra gennaio e aprile, le vendite dei commercianti sono calate dello 0,9% rispetto a un anno prima (-2% per la piccola distribuzione). A tirare la cinghia sono stati soprattutto i consumatori del Mezzogiorno e delle Isole, dove si è registrato un crollo annuo dei consumi dell`8,2%, che diventa un pesante -11,4% per i soli prodotti alimentari. Consumi in caduta libera anche al Nord-est, con un calo complessivo delle vendite del 4,3%, mentre è andata meglio al Nord-ovest (-1,7%) e al centro (-1,4%). Gli italiani hanno dato un forte taglio in particolare ai loro acquisti di beni alimentari, un settore in cui di solito i consumi tengono anche di fronte a un arretramento del reddito: -1,1% su mese e -3,6% su anno, mentre le vendite dei prodotti non alimentari sono diminuite dello 0,6% su mese e del 4% su anno. E il fatto che i consumatori comincino a tagliare persino gli acquisti dei beni alimentari, commentano i sindacati, è un nuovo segnale della crisi economica. Mentre il vice-ministro alle Attività produttive Adolfo Urso spiega che «è un dato preoccupante su una situazione di difficoltà economiche delle famiglie italiane, che va letto però insieme ai dati positivi recenti sulla produzione industriale e sull`occupazione». «Il Paese più ricco del mondo, come dice il premier ? ironizza il segretario confederale della Cgil Marigia Maulucci ? risparmia sul pane e sul latte». «È un dato di una gravità inaudita ? rincara la dose il segretario generale aggiunto della Uil Adriano Musi ? immagino che nessuno pensi che anche i consumi sono sommersi». «Considerato che il Pil si regge sui consumi delle famiglie ? dice il segretario generale dell`Ugl Stefano Cetica ? questa è davvero una cattiva notizia». E secondo il segretario generale della Cisl, Savino Pezzotta, «è necessaria una svolta della politica economica». L`opposizione alza il tiro e chiama in causa l`intera politica economica del governo: il calo «senza precedenti nelle vendite al dettaglio certificato dall`Istat ? dice il responsabile economico della Margherita Enrico Letta ? chiarisce definitivamente, se ancora ce ne fosse stato bisogno, il fallimento totale della strategia economica del governo, a cominciare da quella fiscale». Ma anche dalle associazioni di categoria arrivano commenti sferzanti: secondo la Confcommercio ad aprile il calo dei consumi, depurato della componente prezzi, è addirittura del 5% rispetto a un anno prima, un dato «pesante per l`intera economia». I consumi ? secondo Confesercenti ? hanno «toccato il fondo» e per fare fronte alla crisi «bisogna smettere di promettere interventi miracolistici». Secondo l`Adiconsum «è un momento di grave crisi, serve l`intervento del governo», mentre Adusbef e Federconsumatori chiedono «provvedimenti fiscali seri su Iva e accise, bollette elettriche e del gas, servizi bancari e assicurativi». E condannano anche coloro che, «con il pretesto dell`euro», «hanno avuto la facoltà di fare prezzi e tariffe», trasferendo «nello loro tasche in 4 anni ben 52 miliardi di euro, sfilati al 90 per cento dei consumatori».Chiede un intervento immediato a sostegno dei consumi anche il Codacons: secondo il suo presidente, Carlo Rienzi, servirebbe una «diminuzione generalizzata dei prezzi di almeno il 20% e la liberalizzazione dei saldi in tutta Italia».
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- ECONOMIA & FINANZA
