22 Giugno 2005

Supermulta a chi tace il nome dell`automobilista colpevole

Supermulta a chi tace il nome dell`automobilista colpevole

Patente a punti, pronto decreto che inasprisce le sanzioni. Ma gli “utenti“ protestano: «Il codice non contempla delatori»




Roma Ad agosto attendiamoci un piccolo terremoto nella gestione dei “punti patente“. Il governo intende presentare un decreto legge per punire chi non rivelerà il nome dell`automobilista che ha commesso una grave infrazione: il titolare del libretto di circolazione, infatti, potrebbe vedersi addebitare una multa salatissima: fino a 2.500 euro. La decisione del governo dovrebbe sanare una grave anomalia verificatasi fino allo scorso anno: in caso di mancata “delazione“, il proprietario dell`autoveicolo si vedeva sottratti, fino a pochi mesi fa, i punti relativi all`infrazione. Ma la Corte Costituzionale definì illegittima tale sanzione. E quindi il decreto che dovrebbe scattare il primo di agosto, oltre a sanare l`indebita sottrazione di punti disposta precedentemente, introdurrà questa sorta di supermulta. «Avrei preferito sanzioni ben più gravi come il fermo dell`autoveicolo, o la sospensione temporanea del permesso di circolazione. Ma ciò non è stato possibile per motivi tecnico burocratici», ha annunciato il viceministro ai Trasporti Mario Tassone. La questione, però, è tutt`altro che risolta. Molte associazioni di consumatori, infatti, sostengono che anche questa nuova normativa potrebbe non superare l`esame della Consulta. E si annunciano, ancor prima che il provvedimento prenda corpo, ricorsi alla Corte Costituzionale.
Ma non è questa l`unica novità che attende gli automobilisti. Già dal prossimo venerdì, in Consiglio dei Ministri, potrebbe essere approvato un altro decreto legge che proroga fino al prossimo primo ottobre l`obbligo del patentino anche per i maggiorenni alla guida di ciclomotori e piccole autovetturette da città. Dal prossimo primo luglio, infine, quasi 32 milioni e mezzo di italiani riceveranno “punti patente“ in regalo. Tutti coloro che non hanno mai commesso infrazioni gravi, riceveranno un “bonus“ di due punti; chi, pur sanzionato, nei 24 mesi successivi non ha commesso altre trasgressioni, si vedrà reintegrare l`intero pacchetto di 20 punti.
Ufficialmente la decisione di far slittare il decreto sulla “supermulta“, secondo Tassone, sarebbe dovuta ad un “ingorgo parlamentare“: una serie di provvedimenti che si sono accumulati nel tempo e giungono insieme a scadenza prima delle ferie estive. Ma, probabilmente, la scelta è legata anche ad una sottile questione giuridica: la sanzione amministrativa è ammessa, in caso di “mancata delazione“? Nel 2005, sentenza numero 27, la Consulta definì illegittima la decurtazione dei punti dalla patente del proprietario di un autoveicolo, in quanto questa sanzione violava il principio della “responsabilità personale“. La stessa Corte, però, nella motivazione di quella sentenza, aveva lasciato intendere che erano ammissibili sanzioni pecuniarie, già previste dal codice, per chi non rivela all`autorità giudiziaria dati ritenuti importanti. «La delazione non esiste nel nostro codice panale – hanno però ribattuto gli esperti dell`Adusbef (associazione degli utenti) – e, per questo, impugneremo qualunque sanzione dovesse essere comminata».
Il ministro Tassone, però, sembra convinto della bontà della strada imboccata: «Il testo del decreto conterrà un forte inasprimento delle sanzioni previste per chi non fornisce i dati del conducente responsabile di un`infrazione. Io, personalmente, avrei preferito una sanzione ancor più incisiva. Sono però sicuro che l`aumento notevole della sanzione avrà un effetto deterrente». In realtà, al ministero dei Trasporti, hanno la certezza che l`introduzione della patente a punti abbia prodotto benefici evidenti. Negli ultimi undici mesi sono diminuiti (-7%) gli incidenti, i morti sulle strade (-2,8%), dei feriti (-4,8%). «Non potevamo attenderci una riduzione immediata del venti per cento – ha spiegato il responsabile del dipartimento dei Trasporti del Ministero delle Infrastrutture Amedeo Funero – ma si tratta di un`inversione di tendenza notevole». In base a questi dati, però, il Codacons chiede un`immediata riduzione delle tariffe per l`assicurazione auto: «La forte diminuzione degli incidenti, e il calo delle truffe ai danni delle compagnie, dovrebbe imporre un taglio di almeno il 20% delle tariffe. L`associazione tra le compagnie, al contrario, si prepara a chiedere un ritocco verso l`alto».


Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this