19 Giugno 2005

No alla vendita nei supermercati

No alla vendita nei supermercati. Indagine dell`Antitrust su Asl e servizio sanitario per la tutela del malato



ROMA – Via libera agli sconti massimi del 20% sui farmaci da banco di fascia C senza ricetta in cambio del “no“ alla vendita dei farmaci nei supermercati. “Con Federfarma ? ha detto il ministro della Salute, Francesco Storace (che oggi sarà a Milazzo, ndr ) ? ci siamo chiariti. Loro mi hanno assicurato piena collaborazione per ottenere la massima efficacia del decreto tagliaprezzi. Io ho garantito il totale impegno del ministero nella soluzione dei problemi per loro più rilevanti, dalla distribuzione diretta dei farmaci da parte delle Regioni, all`attuazione della direttiva europea contro i ritardi nei pagamenti, alla tutela della farmacia italiana presso l`Ue e ho assicurato che non si parlerà più di farmaci venduti nei supermercati anche perché si sarebbe posto un altro problema: perché in un supermercato sì e in un negozio no?“. Storace ha anche ribadito di essere contrario ad una riduzione obbligatoria e generalizzata del 10% dei farmaci di fascia “C“ (quelli a totale carico del cittadino) controproposto dai farmacisti “perché sarebbe un provvedimento dirigista e non liberale come abbiamo voluto noi“. Con il decreto, che il Senato ha emendato imponendo l`obbligo per il farmacista di informare il consumatore sull`esistenza di farmaci equivalenti (i “generici“) “per il cittadino si apre la possibilità di scegliere le farmacie che praticano sconti e comunque di optare per farmaci con lo stesso principio attivo, ma meno costosi. E` un meccanismo tipico di una società liberale“. L`intesa con Federfarma riduce la tensione e per questo si dice soddisfatta la Federazione degli ordini dei farmacisti (“i bracci di ferro in sanità non sono mai una buona idea perché finiscono sempre per pagarli gli incolpevoli cittadini“), oltre che Assofarm, il sistema delle farmacie pubbliche (“l`accordo si è realizzato proprio grazie ad Assofarm che sin dal primo momento ha autonomamente deciso di dare seguito al decreto“). Critici i consumatori. “Si tratta di un pessimo accordo ? sostiene Carlo Rienzi, presidente Codacons ? in quanto da una parte va a contrastare gli inviti dell`Antitrust, e dall`altro impedendo la vendita di medicinali nei supermarket crea un danno ai consumatori che attraverso la vendita nella grande distribuzione avrebbero potuto risparmiare fino al 30% sui prezzi dei farmaci“. Duro anche l`Istituto Bruno Leoni: “Storace ha barattato l`applicazione del decreto salva prezzi con l`ennesima concessione a una categoria ultraprotetta. Escludere una apertura del circuito di distribuzione del farmaco è una sconfitta per tutti, dato che senza concorrenza non è possibile sperare in una riduzione dei prezzi“. Ieri Storace ha sostenuto che “il testo permetterà di chiudere il tema della mancanza di concorrenza sottolineato dall`Antitrust“, ma non pare proprio che sia così. Anzi è proprio l`Autorità garante della concorrenza a ribadire che più concorrenza, oltre che cosa buona è anche cosa possibile. “Per noi non è necessario ? ha ribadito il presidente, Antonio Catricalà ? che i farmaci siano venduti in farmacia. Se ci sono farmaci particolari, perché i supermercati non possono assumere un farmacista? Negli altri Paesi i farmaci vengono venduti nei supermercati e non si è mai verificato nessun abuso, ma anzi questo può portare a una riduzione dei prezzi dei medicinali a tutto vantaggio del consumatore“. “Noi vogliamo valorizzare la professione del farmacista e non svilirla ? ha assicurato ? ma crediamo che se alcuni farmaci sono tenuti tranquillamente sul banco del farmacista, si possono a quel punto vendere anche nei supermercati“. Intanto le Asl e il Servizio sanitario nazionale sono messe sotto la lente dell`Antitrust. Il Garante ha avviato un`indagine conoscitiva per verificare “se i rapporti tra le Asl e tra le Asl e i privati siano tali da garantire la tutela del malato e se ci sia una distribuzione di risorse adeguata“. Lo ha annunciato ieri il presidente dell`Autorità, Antonio Catricalà, precisando che l`accertamento non avrà “alcun contenuto politico, ma sarà di natura tecnica“. Una perizia, quella in via di attuazione da parte del Garante, che valuterà in particolare gli effetti della riforma del `99, già oggetto, fa sapere l`Authority, di segnalazioni nelle quali si evidenziavano problemi concorrenziali. L`indagine si presenta particolarmente difficile, ha fatto presente Catricalà, perché “l`economia sanitaria è difficilmente“. La delicatezza della questione ha indotto il presidente a scrivere una lettera al ministro della Salute, Francesco Storace, avvisandolo dell`apertura dell`indagine. Che prenderà in considerazione i diversi modelli regolatori derivanti, spiega l`Autorità, “da un quadro normativo non sempre ben definito“.


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