A “lezione di cibo“ per mangiare e spendere meglio
-
fonte:
- Il Messaggero
Insegnare a mangiare bene, con un occhio alla salute, l`altro al portafogli. È l`idea di un commerciante perugino che di fronte al dilagare degli ipermercati ha scelto nuove vie per fare promozione e fidelizzare la clientela: un invito a cena con tanto di “lezioni di alimentazione“. Così, di fronte ad una tavolata di 90 persone, ecco mastro Mario Corradi dell`Università dei sapori con il professor Enio Picchio, consulente Asl 2 in Scienza dell`alimentazione, cardiologia e gastroenterologia. Un incontro a prima vista inconciliabile dal quale è invece uscita rafforzata la filosofia da seguire per mangiare e fare la spesa: non conta “quanto“, ma “come“ e “cosa“ si mangia. “Da una parte qualcuno vi inviterà a mangiare, dall`altra a mangiare poco“, scherza Lucio Tabarrini, organizzatore dell`evento, titolare di un supermercato Sma a San Marco. L`idea è condurre i clienti-commensali in un percorso guidato attraverso il quale “raccontare il cibo“ e “verificare sul campo“ la bontà dei prodotti tipici umbri venduti nell`esercizio. Un inedito sistema di fare promozione e di informare con una carrellata di salumi e formaggi. “Gioielli gastronomici del nostro territorio – dice Corradi con la norcineria, l`arte di fare salumi tipica dell`Umbria. Un`eccellenza il cui merito spetta all`allevatore come a chi lavora la carne. La sella di San Venanzo, ad esempio, è un“`invenzione“ umbra, così come il lombetto che, però si vende poco: non tutti conoscono gusto e qualità di tali prodotti mentre si continua a comprare bresaola fatta con carni brasiliane o argentine“. Al professor Picchio, il compito di “tirare il freno a mano“ in tema di alimentazione. “Oggi nei paesi occidentali non si muore più di fame, per questo bisogna scegliere più qualità e meno quantità senza pensare a contare le dosi: non sono il bicchiere di vino o le 5 fette di salame in più a creare problemi. È l`eccesso che fa male. Il vino nero, ad esempio, porta calorie è vero, ma fa bene per la circolazione e un bicchiere a pranzo ed a cena, se bevuto con costanza fa bene“. Riabilitiati anche salumi e formaggi, da molti considerati potenti alleati di colesterolo e trigliceridi. “Bandire un buon formaggio dalla tavola è errato, è l`eccesso che fa male“, ribadisce Picchio citando Pascal: “Se il mangiare non fosse un piacere sarebbe una fatica immensa!“ Il messaggio della qualità a scapito della quantità rischia di scontrarsi con il bilancio domestico. “Il caro vita ha portato i consumatori ad allontanarsi dalla dieta mediterranea – avverte Carla Falcinelli, presidente del Codacons Umbria – e oggi si mangia peggio e molte famiglie, a causa dei prezzi, rinunciano ad esempio alla verdura. Informare e far passare il messaggio della qualità è un buon inizio: non sappiamo che tipo di risposta possa esserci, visto che negli ultimi mesi la qualità i consumatori la guardano sempre meno. Il vero problema sono i prezzi che sono alti“. L`iniziativa di San Marco è diventata anche occasione di confronto sereno tra due categorie spesso su due opposte barricate, associazioni dei consumatori e commercianti. “Non bisogna fare di tutta l`erba un fascio – dice Tabarrini – ma non possiamo neanche nascondere che nella distribuzione qualche problema c`è. La Sma è impegnata su questo fronte: un mese fa sono state trovate etichette della pasta Barilla di 10 anni fa che riportavano come prezzo 1.290 lire e che oggi sono diventate 49 cent. Stiamo lavorando sulla qualità e sul rapporto con il prezzo ed a volte sarebbe bene farsi consigliare da chi sta dietro il bancone. È difficile conciliare più qualità e prezzi inferiori ma ci proviamo“.
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- ALIMENTAZIONE
