BOND ARGENTINI: CODACONS, ATTI A PROCURA ROMA
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fonte:
- Ansa
CHIESTA A TAR SOSPENSIONE PROSPETTO INFORMATIVO
(ANSA) – ROMA, 8 GIU – La trasmissione degli atti alla Procura di Roma perché valuti l`esistenza di ipotesi di reato di aggiotaggio per Borsa Italia e di truffa e associazione per delinquere per gli altri soggetti che hanno avuto una parte nella vicenda dei bond argentini. E` la richiesta fatta da Codacons nel corso dell`udienza davanti alla Prima Sezione del Tar del Lazio, presieduta da Antonino Savo Amodio. L`associazione dei consumatori si è rivolta ai giudici amministrativi per chiedere la sospensione del prospetto informativo dell`offerta pubblica di scambio volontario tra vecchi e nuovi bond argentini, autorizzato dalla Consob nel dicembre 2004, affinché coloro che non hanno ancora aderito possano farlo e perché siano eliminate dal prospetto stesso le clausole che l`associazione ritiene vessatorie per i risparmiatori. Codacons, insieme con Adusbef, Adoc e Federconsumatori, lamenta la carente attività di vigilanza e controllo da parte di Consob sul tipo di prodotto immesso nel mercato italiano. In particolare, l`associazione ritiene che “gli obbligazionisti che non dovessero aderire all`offerta non avrebbero alcun rimborso – si legge nella memoria presentata quest`oggi – non garantisce la certezza del conseguimento del titolo scelto e non tiene conto delle effettive capacità di rimborso del Paese; senza considerare l`eccessiva durata del vincolo obbligazionario nonché l`assoluta aleatorietà dello scambio“. Per Codacons, quindi, “per convincere i piccoli azionisti ad aderire ad una pessima proposta sono state poste in essere una serie di comportamenti commissivi ed omissivi che non hanno lasciato alcuna alternativa ai piccoli consumatori“. La richiesta di trasmissione degli atti alla Procura si inserisce in questa vicenda sotto un duplice effetto. Da una parte Codacons ritiene che Borsa Italiana abbia compiuto il reato di aggiotaggio intervenendo in maniera illegittima nel corso del processo di offerta “sospendendo – si legge nel ricorso – la negoziazione dei titoli esistenti prima ancora che il periodo per l`adesione si fosse concluso“. Le ipotesi di reato di truffa e associazione per delinquere sarebbero invece relative al fatto che sarebbe stato nascosto ai risparmiatori “il giudizio negativo di affidabilità ad onorare gli impegni da parte dello stato argentino“. “Ci auguriamo – ha detto il presidente del Codacons Carlo Rienzi – che il Tar accolga la sospensiva per ridare un minimo di fiducia e speranza ai 450 mila risparmiatori gabbati dallo stato argentino e da una transazione capestro che Consob non avrebbe mai dovuto autorizzare“. I giudici amministrativi potrebbero decidere già oggi sul ricorso di Codacons il quale, oltre alla sospensiva del prospetto informativo dell`offerta pubblica di scambio, chiede anche un “risarcimento, anche in via equitativa, degli interessi collettivi lesi“. (ANSA).
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