Il Tar Lazio nega il blocco dell`Ops sui Tango bond
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fonte:
- Il Sole 24 Ore
ROMA ? Il Tar del Lazio ha respinto ieri due ricorsi mirati a bloccare l`Offerta pubblica di scambio sul debito in default dell`Argentina, presentati da un gruppo di associazioni dei consumatori ( Codacons, Adoc, Adusbef, Federconsumatori) e dal Siti a difesa dei sottoscrittori di Tango bond. Il Tribunale amministrativo regionale non è entrato nel merito della questione ma si è limitato a stabilire che non esistono più i presupposti per procedere alla sospensione d`urgenza dello swap in quanto l`operazione è stata nel frattempo portata a termine. Dopo la recente pronuncia della Corte di Cassazione, che in merito alla ristrutturazione del debito argentino ha negato la giurisdizione della magistratura italiana sulle decisioni sovrane di uno Stato prese in regime di immunità, la decisione del Tar ha tolto altre munizioni dall`arsenale delle azioni legali rivolte dai risparmiatori contro la Repubblica argentina.
Ai bondholder italiani che non hanno aderito all`Ops, e che non intendono rinunciare ad altre rivalse contro lo Stato argentino, resta ancora la carta dell`impugnazione dell`accordo bilaterale d`investimento ( Bilateral investment treaties o anche Bit) stipulato tra Italia e Argentina e il ricorso all`arbitrato internazionale Icsid ( International center for the settlement of investment disputes), Centro internazionale per la risoluzione delle dispute sugli investimenti. Proprio su questo doppio fronte dovrebbe muovere i suoi primi passi nei prossimi giorni la Task force argentina ( Tfa), l`associazione voluta e finanziata dal sistema bancario per difendere gli interessi dei sottoscrittori di Tango bond.
La Tfa si sta preparando per sferrare il suo attacco contro lo swap argentino sulla base di una presunta disparità di trattamento tra investitori italiani e argentini e sostenendo anche la tesi che l`Argentina avrebbe potuto pagare più di quanto offerto dall`Ops ( recupero del capitale di 25 centesimi circa su 100 investiti). Secondo fonti bene informate, gli investitori che dovessero decidere di far valere i propri interessi presso l`Icsid affidandosi alla Tfa ( consegnando una sorta di procura a una fiduciaria ad hoc) non potranno contestualmente portare avanti azioni legali contro le banche finanziatrici della Task force.
Le speranze di costringere l`Argentina a modificare i termini dell`Ops, che entro oggi porta a termine anche in Italia la fase del settlement concludendo lo scambio tra vecchi e nuovi bond, sono divenute però sempre più sottili. Il Tar del Lazio ha stroncato ieri il tentativo estremo di impugnare il prospetto nell`Ops italiana, dando ragione agli avvocati difensori dell`Argentina ( Sanino, Scassellati ed Emanuele dello studio Cleary, Gottlieb, Steen & Hamilton). « La tutela cautelare richiesta dalle parti ricorrenti non può essere accordata in quanto il pericolo di pregiudizio non si presenta connotato dai requisiti di gravità e irreparabilità » , ha sostenuto il Tribunale nell`ordinanza. Per il Tar, l`atto impugnato « sembra avere ormai esaurito i propri effetti, giacchè l`offerta si è già conclusa con la scadenza del periodo di adesione » .
D`altra parte, aggiunge Tribunale, « sulla base di un provvedimento giurisdizionale di natura semplicemente cautelare non sarebbe dato ravvisare la possibilità di accedere ad alternative di maggiore convenienza per i risparmiatori » . L`Intesa dei consumatori ( formata da Codacons, Adusbef, Adoc e Federconsumatori) ha dunque fallito nel tentativo di provare l`illegittimità del prospetto dell`Offerta e la violazione del Tuf. Diversamente il Siti, guidato da Domenico Bacci, ha provato a denunciare, senza successo nella sede del Tar, la disparità di trattamento tra investitori italiani e argentini sostenendo che questi ultimi avrebbero perso il 54% del capitale ( tramite uno swap ante default e pesificazione) contro l`haircut al 75% imposto agli aderenti dell`Ops globale post default. Il presidente della Task Force Argentina, Nicola Stock, in una recente conferenza tenuta a Roma sui Tango bond.
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