4 Giugno 2005

E negli stabilimenti spunta il lettino obbligatorio



LA SORPRESA E negli stabilimenti spunta il “lettino obbligatorio“ Una tassa extra già applicata negli impianti più frequentati: Kursaal, Dune, Venezia, Village Una volta al mare di Ostia c`era soltanto la voce “servizi“: si pagava l`ingresso che comprendeva l`uso di spogliatoio e doccia e poi si potevano sistemare ovunque stuoia o telo. Adesso le cose stanno cambiando: e in qualche impianto balneare bisogna obbligatoriamente aggiungere l`affitto del lettino. Altrimenti si rischia di non entrare. Una specie di tassa extra, imprevista. Di cui non si sentiva la mancanza. Così il costo di una giornata in spiaggia sale, arrivando ai 10 euro. Accade negli impianti più conosciuti e frequentati, Kursaal, Rotonda, Venezia, Sporting Beach, Dune Village, Bicocca. Ma è una tendenza che tende ad espandersi, è ha già contagiato anche Fregene: per esempio all`esclusivo Gilda on the beach la tariffa “lettino compreso“ è di 8 euro, anche se qui il proprietario, il re delle notti romane Giancarlo Bornigia, visti i tempi, ha deciso di mantenere il prezzo invariato dallo scorso anno. Capita pure che se il balzello obbligatorio non è espressamente previsto all`ingresso, lo si riesce a introdurre comunque, con garbo, grazie a qualche singolare divieto: per esempio al Bungalow di Castelfusano sdraio e lettino non possono essere portati da casa. Ma semmai affittati, a 5 euro, presso l`impianto dove l`entrata è fissata a 3 euro. E siccome per tutto c`è una logica, nella biglietteria dello stabilimento spiegano che “noi confiniamo con una spiaggia libera. Chi vuole portarsi tutto ciò che serve al mare, può benissimo tirare dritto per altri 50 metri e andare dai nostri vicini“. L`idea del lettino obbligatorio è una specie di novità, sul litorale romano. Le tariffe sono variabili: si va dagli 8 euro della Rotonda nei giorni feriali ai 10 del Kursaal la domenica. I gestori si giustificano parlando di “adeguamento ai tempi“. Come Ruggero Barbadoro, proprietario del Venezia, l`impianto a piazzale Cristoforo Colombo che tra i suoi abbonati vanta l`ex re dell`effimero capitolino Renato Nicolini. “Considerare il costo dell`attrezzatura balneare compreso nell`ingresso è un fatto ormai scontato: i romani che vengono al mare vogliono comfort e relax. E chiedono il lettino. Se in certe domeniche affollate è esaurito, preferiscono addirittura tornare a casa“. Il presidente dell`Assobalneari di Roma Renato Papagni, con il fratello Paolo titolare delle Dune Village, salotto bipartisan che ospita parlamentari di destra e sinistra, parla di “diversificazione di target. Chi vuole stare in un ambiente più esclusivo, deve essere disposto a pagare il giusto. Ma per fortuna Ostia ha tante altre proposte, più abbordabili. E in ogni caso non mi sembrano scandalosi 10 euro per trascorrere una domenica al mare. In proporzione, una serata al cinema è notevolmente più onerosa“. Non la vede così Andrea Mannucci, dirigente del Codacons, organizzazione per la tutela dei diritti dei consumatori: “Siamo davanti a un cospicuo aumento di prezzo camuffato da una tariffa nuova, che ha cancellato quella certamente più contenuta dell`ingresso normale. Un salasso, per il portafogli del cittadino: stare al mare la domenica, per una famiglia rischia di diventare un lusso non più sostenibile“. Che una giornata in spiaggia possa essere onerosa per molti, lo dimostra un`altra tendenza in corso in svariati impianti di Ostia: quella delle tariffe bloccate. Il record è alla Bussola di Castelfusano: qui il listino prezzi è lo stesso del 2003, ingresso 2 euro e lettino 4 euro. Rispetto all`anno scorso niente aumenti anche alla Conchiglia, Spiaggia, Vela, Salus e Capannina. E anche in diversi stabilimenti a Fregene. La motivazione ovunque è la stessa, “i soldi non ci sono“.

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