Farmaci al supermarket, anche Sirchia dice no
ROMA Polemiche, quasi un muro contro muro, sul provvedimento del ministro alla Salute Francesco Storace sugli sconti per alcuni farmaci in fascia C e anche sulla proposta dell`Antitrust di aprire la vendita dei medicinali da banco alla grande distribuzione. Il ministro Storace ha precisato che “il destino non è quello di approdare al farmaco nel supermercato“, ma ha detto che farà sapere le farmacie dove “si praticano gli sconti“ e ha chiesto alla Commissione europea di “avviare una riflessione sulla politica del farmaco“. L`Italia, ha detto Storace “è in Europa il sistema che protegge di più il cittadino col il 70% di spesa rimborsata“. L`obiettivo è di “evitare che l`Europa diventi un alibi per chiunque voglia fare i propri interessi e riguarda l`impresa, i cittadini e il sistema della distribuzione. Oggi – ha concluso Storace – siamo in una condizione in cui possiamo dire che abbiamo cominciato ad aprire il mercato alla concorrenza, dopo tanti anni in cui nemmeno si poteva accennare a ciò“. Federfarma resta ferma alla proposta alternativa allo sconto fino al 20% del prezzo dei medicinali di automedicazione quella della riduzione del prezzo su tutti i prodotti del 10%, e ha annunciato una possibile raccolta di firme. Tra i perplessi riguardo al provvedimento sugli sconti, si schiera anche l`ex ministro della salute Girolamo Sirchia, che non è d`accordo perché “a fronte di un vantaggio relativamente modesto si va ad intaccare la figura del farmacista inserendo una competizione di scarso rilievo“. Riguardo invece alla proposta di aprire alla grande distribuzione, secondo Sirchia “la rete dei farmacisti e delle farmacie produce un triplice vantaggio rispetto ad altri Paesi: è distribuita su tutto il territorio; svolge un servizio prezioso come l`invio di dati sulle prescrizioni all`osservatorio sui farmaci del ministero (Osmed); infine i farmacisti sono stati coinvolti in una vasta operazione di informazione dei cittadini per evitare lo spreco di medicinali che vengono buttati nella spazzatura e che ammonta a circa il 10-20% della spesa totale per il servizio sanitario che è di 12 mld di euro“. Favorevoli agli sconti previsti dal decreto le associazioni dei consumatori come il Codacons, che chiede però che i prezzi vengano affissi sulle vetrine delle farmacie. E un parere positivo arriva anche da Federconsumatori, che si dice favorevole anche alla proposta di liberalizzare davvero il mercato dei farmaci di fascia C aprendo ai supermercati. Apertura per la proposta dell`Antitrust di vendere gli i prodotti da banco nei supermarket vengono dai centri di distribuzione. Centromarca, l`associazione che raggruppa le industrie di marca, è “favorevole alle liberalizzazioni di tutti i settori protetti, contingentati e che godono di rendite di posizione“. Sulla stessa linea anche il presidente della Coop nazionale, Aldo Soldi, che chiede al Governo di aprire un tavolo di confronto. Un no all`apertura alla grande distribuzione arriva invece dal Movimento Nazionale dei Liberi Farmacisti (Mnlf): la proposta è quella di scardinare il monopolio concedendo l`apertura di farmacie non convenzionate.
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