3 Giugno 2005

«Farmaci nei market»

«Farmaci nei market»


Antitrust: sconti anche oltre il 20%. No di Storace




ROMA Farmaci da banco venduti anche nei supermarket e cancellazione dei limiti massimi fissati per gli sconti. E` quanto propone l`Antitrust che ha inviato in Parlamento una segnalazione in vista dell`esame del decreto, recentemente approvato dal Governo, per contenere i prezzi dei farmaci da banco. Secondo l`Autorità Garante del Mercato occorre eliminare il tetto massimo previsto agli sconti, che è fissato al 20%. E, per dare concreta efficacia alle misure, va introdotta maggiore concorrenzialità estendendo la vendita anche ai supermarket. Tra le richieste l`Antitrust auspica inoltre la predisposizione di confezioni monodose, per limitare i prezzi. Ma non si attenua la polemica tra il ministro della Salute Francesco Storace e i farmacisti sul decreto. Il ministro subito replica all`Antitrust: «Non sono d`accordo sulla vendita nei supermercati dei farmaci da banco, ma sono aperto alla discussione e all`approfondimento della problematica. Con il provvedimento in vigore – dice Storace – per la prima volta in farmacia c`è spazio per la concorrenza e questo è un grande segnale. Federfarma – aggiunge – dovrebbe difendere questo provvedimento per evitare il peggio». Il Codacons plaude all`Antitrust, chiede le dimissioni del segretario di Federfarma Franco Caprino e preannuncia blitz nelle farmacie per verificare gli sconti. Le proposte dell`Authority sono sei e vanno ben oltre i punti fissati fino a ora nel decreto e per questo offrono l`opportunità al ministro per convincere Federfarma ad attuare gli sconti previsti (fino al 20%) e immettere alcuni principi di concorrenza tra le farmacie. Le proposte dell`Antitrust (che dà subito un giudizio positivo sul decreto) riguardano sei punti. NON LIMITARE SCONTO AL 20% – Le norme prevedono la possibilità di sconti sul prezzo da parte dei farmacisti fino a un massimo del 20%. Ma l`Antitrust sostiene che la limitazione dello sconto di fatto introduce un prezzo minimo del farmaco. VENDITA NEI SUPERMARKET – «La liberalizzazione della vendita dei farmaci di automedicazione (da banco)», che consenta il commercio anche presso supermercati è una delle misure che consentirebbero maggiore concorrenza. FARMACI A DOSAGGIO – In un`ottica di maggiore concorrenzialità «sarebbe auspicabile anche una norma che preveda la predisposizione di confezioni a dosaggio per i farmaci di fascia C, per consentire ai farmacisti di preparare e dispensare ai pazienti preparati che contengano la sola quantità esatta di medicinale richiesta dalla prescrizione del medico». IN RICETTA SOLO PRINCIPIO ATTIVO – Una maggiore concorrenza tra farmaci ci sarebbe favorendo i «generici», attraverso l`inserimento nel decreto legge dell`obbligo per il medico di prescrivere solo il principio attivo: «In tal modo la scelta del farmaco verrebbe trasferita al farmacista e al consumatore finale». NO A PREZZO MASSIMO – Il decreto stabilisce che i produttori debbano fissare un «prezzo massimo» per i farmaci che non hanno bisogno di prescrizione medica che può essere modificato solo ogni due anni. Ma questo – per l`Antitrust – non ha effetti benefici. CONCORRENZA TRA FARMACIE – Potrebbe essere stimolata non solo consentendo la vendita nei supermarket, ma anche con l`abolizione del prezzo unico su tutto il territorio nazionale e l`abolizione dell`obbligo per i grossisti di detenere almeno il 90% delle specialità medicinali di fascia C in commercio. Le proposte dell`Antitrust sono immediatamente bocciate da Federfarma: «Nessuno dei sei punti è positivo». «Il testo dell`Authority merita rispetto – spiega Storace – e contiene alcune cose condivisibili, altre meno. Ma la posizione di Federfarma resta incomprensibile».


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