SCANDALO ATTESE, UN ANNO PER L`OCULISTA
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fonte:
- Il Mattino
I tempi dipendono dalla patologia e dalla struttura sanitaria: ma a Napoli, secondo gli addetti ai lavori, la situazione delle liste d`attesa è praticamente disastrosa. I tempi medi per ottenere una prestazione vanno dai tre ai cinque mesi, con punte di oltre un anno di attesa per una visita oculistica. Secondo una nota del Cotugno, “le liste d`attesa nell`ospedale non superano di norma i sette giorni“, mentre il neoassessore alla Sanità Angelo Montemarano annuncia che le Asl ricorreranno alla lista unica, basata su un criterio cronologico. Secondo molti esperti, però, l`episodio venuto a galla non sarebbe un caso isolato. “Tangenti, strani trasferimenti a cliniche private, mediazioni di medici e personale compiacente sono la norma in molti ospedali italiani“, dice il presidente del Codacons Carlo Rienzi. Il fiduciario napoletano dell`associazione dei consumatori, l`avvocato Giuseppe Ursini, racconta l`incredibile vicenda: “È capitato che un paziente avesse bisogno, in un importante ospedale napoletano, di un intervento oculistico per combattere la miopia. Da fine 2003 l`intervento è stato fissato per gennaio 2005“. Più di un anno dopo. E la storia non finisce qui. “Quando a gennaio scorso – prosegue Ursini – il paziente è tornato per i controlli preventivi, l`intervento è stato ulteriormente rinviato a data da destinarsi. Così l`uomo ha deciso di avviare un`azione giudiziaria per ottenere il risarcimento dei danni, azione tuttora in corso“. Per chi decide di fare causa, ce ne sono molti altri che non ricorrono al tribunale. “Riceviamo molte segnalazioni – conclude Ursini – Pagando si ottiene maggior “velocità“ nelle liste, nelle quali mediamente i tempi di attesa vanno dai tre ai cinque mesi. Tre mesi anche per visite molto banali“. Già ad aprile un`inchiesta della rivista “Altroconsumo“, effettuata in 51 strutture sanitarie nazionali, aveva dipinto un quadro non troppo lusinghiero. A Napoli i tempi medi di attesa andavano dai 30 giorni per una visita di gastroscopia ai 61 per una visita oculistica, passando per i 34 giorni per una visita ortopedica e i 35 per un`ecografia addominale. Mario Esposito, coordinatore per la sezione collinare di Napoli (quella che racchiude il maggior numero di ospedali cittadini) del Tribunale per i diritti del malato-Cittadinanzattiva, conferma la drammaticità del quadro. Proprio in questi giorni il Tribunale sta effettuando un monitoraggio sulle liste d`attesa negli ospedali. “Ammettiamolo, però – dice – a sbagliare è anche chi alimenta il mercato, arrivando a pagare per conquistarsi un posto a discapito di altri“. Nei maggiori ospedali napoletani, secondo Esposito, “si aspettano in media due-tre mesi, che crescono se si tratta di strutture che offrono trattamenti molto specializzati, come Cotugno e Pascale“. Ma per un trattamento come una visita dal reumatologo “si può aspettare anche cinque mesi“. In molti ospedali, nonostante l`adozione dei Cup (Centri unici prenotazione), non si può effettuare la prenotazione via telefono, ma soltanto previo presentazione della prescrizione medica. “Ad esempio è il caso – prosegue Esposito – del San Giovanni Bosco, dell`Ascalesi o degli Incurabili. Ma abbiamo registrato anche attese di due mesi al Loreto Crispi per un`ecografia e di tre mesi al Monaldi per una visita dall`otorino“. Non viene disatteso, dunque, solo l`accordo Stato-Regioni che prevede un`attesa massima di trenta giorni. “Vengono regolarmente superati – conclude Esposito – anche i tempi medi fissati dalla carta dei servizi dell`Asl 1, che i napoletani hanno ricevuto allegata agli elenchi telefonici. Molti però non sanno che, secondo quanto prevede un decreto legge del `98, se la prestazione viene fissata oltre i limiti previsti l`esame si può effettuare in una struttura privata, chiedendo poi il rimborso della differenza all`Asl“. A sinistra un centro di prenotazioni in ospedale a destra una sala operatoria.
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