Arriva il circo del wrestling Capitan Padania e Pulcinella
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fonte:
- la Repubblica
Ma il Codacons: “Vietatelo ai minori di 14 anni“
Al Palalottomatica, sabato prossimo, lo show intitolato “Round Zero“
Atleti nostrani ma anche alcune attrazioni venute dagli Usa come AJ Stiles
Capitan Padania ha già lanciato la sfida, nel più limpido stile “Te spiezzo in due“. «Neo Pulcinella? Mi fa ridere. Un padano si allena 24 ore al giorno, anche quando dorme. Quel napoletano non saprà neanche com´è fatta una palestra. Ci vediamo sul ring».
Cambiano le maschere, il copione è lo stesso. Insulti, sbruffonate, battutacce prima di salire sul quadrato a scambiarsi calci in faccia, pugni nello stomaco e prese spezzaossa. Tutto rigorosamente finto. Neanche una goccia di sangue. Il pubblico lo sa e impazzisce.
Sbarca al Palalottomatica, sabato 4 prossimo, il circo del Wrestling, con una federazione nuova di zecca (la EWF, European Wrestling Federation), tanti atleti made in Italy e alcune attrazioni internazionali di quelle che mandano in visibilio gli spettatori di Italia Uno o di Sky (almeno in 500 mila, dai 6 ai 30 anni, incollati alla tivù) o gli aficionados che ogni mese fanno razzia delle circa trecentomila copie delle due riviste specializzate (altre tre ne arriveranno a mesi). Per non parlare del mercato dei gadget, dai cappellini alle figurine: oltre 25 milioni di “santini“ venduti e non solo agli under 14. Sulla scia della nuova passione, lo show romano, intitolato “Round Zero, la sfida“ promette un pubblico da concerto rock. In prevendita sono già spariti oltre ottomila biglietti. Il Codacons ha già chiesto il divieto ai minori di 14 anni: «E´ uno spettacolo troppo violento. Molti atleti hanno subìto incidenti gravissimi».
Il commento della serata è affidato a due voci note: Luca Franchini e Michele Posa, due buzziconi che sembrano la versione extralarge dei blues brothers e ci vanno giù duri col trash. «Quando ho letto la presentazione di Round Zero la calotta polare si è sciolta e ha lasciato spazio a un´eruzione da Vesuvio…- si entusiasma Michele Posa – Chi ha convocato gli atleti sa il fatto suo e non ha mangiato fagioli… I colpi di questi atleti sono duri come le selle dei cosacchi».
E in effetti accanto a professionisti internazionali come Aj Styles (all´ottavo posto sui 500 migliori lottatori del mondo) o Bernard Van Damme (niente a che vedere con Jean Claude, quello dei film di arti marziali) volteggeranno sul ring alcuni personaggi nostrani che, almeno quanto a fantasia e inventiva, hanno poco da invidiare ai colossi d´oltreoceano. C´è Are$ che di giorno fa l´agente del fisco e urla alla folla plaudente: «Questo schifo di spettacolo non lo vedrete più perché non hanno pagato le tasse». C´è Narciso che arriva con uno stuolo di veline osannanti: «Siete ciccioni, brutti e calvi, vergognatevi. Lui si che è un vero uomo». C´è Cannon Ball, 180 chili sparpagliati per 1,90 di altezza. E via esagerando.
«I nostri atleti non hanno ancora la notorietà delle star americane, che guadagnano più dei nostri calciatori di serie A, ma sicuramente si faranno un pubblico – assicura Renato Dell´Oro che, assieme a Vittorio Quattroni ha organizzato la serata – hanno la tecnica, hanno il phisique du role (non è necessario essere nati nel Nebraska per pesare 120 chili) e hanno soprattutto l´appeal. Sarà sicuramente un successo, una serata per famiglie visto che ci sono papà e mamme più appassionati dei figli che vanno alle elementari. E pensiamo già a una tournée in ottobre». E l´esposto del Codacons? «C´è molta più violenza in televisione. Il wrestling è spettacolo, è la lotta tra il Bene e il Male. Quello che conta non è tanto il ring ma il tormentone che precede l´incontro, un´autentica telenovela». E intanto il sito www.mondowrestling.com continua a registrare 10 mila accessi al giorno, come quello della concorrenza.
Nato agli inizi del secolo quando ancora si chiamava catch ed era un misto tra lotta libera e pugilato, il wrestling ha vivacchiato fino agli anni 80 quando è arrivato un primo boom televisivo che, da noi, aveva l´inconfondibile accento yankee di Dan Peterson («Ooooh wow, che calcioni sugli orrecchi… Poi, wow, gli infila one dito dritto negli occhie. Fa mali, questo, ok?»). Adesso siamo in piena wrestlingmania e il successo non cala. Tutto fasullo, ma solo su un canovaccio: i più bravi, spesso, improvvisano. Alcuni wrestler si sono cimentati con successo anche negli “Ultimate fighting“, i terrificanti tornei “no rules“ dove il sangue scorre a litri, calci e pugni fanno male davvero. Ma è solo una pattuglia di kamikaze. Lì si fa sul serio. E si guadagna di meno.
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