Assecondare o vietare ai piccoli uno spettacolo così violento?
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fonte:
- La Provincia di Sondrio
I nuovi eroi delle esibizioni trasmesse in tv hanno soppiantato nelle raccolte delle figurine persino i calciatori
Adulti divisi: assecondare o vietare ai piccoli uno spettacolo così violento anche se pestaggi e sangue sono finti?
Lo confesso, ci sono rimasto male. Ero convinto che mio figlio – collezionista di Panini d`ordinanza – non avrebbe avuto difficoltà a scambiare un Del Piero «doppio» con un Adriano pressoché introvabile. Ma, dopo giorni di infruttuosi viaggi di andata e ritorno dalla seconda A, ho chiesto lumi. E lui, l`infante innocente, alla fine ha confessato, del tutto inconsapevole della frecciata devastante ai nostalgici ricordi del padre: «Papà, non posso scambiarlo. Non c`è nessuno che fa collezione delle figurine di calcetto. Hanno tutti Smackdown. Anzi, già che siamo in argomento? posso farla anch`io?». Come un qualsiasi socio del Codacons ci sono rimasto male. Cosa, il wrestling? Stiamo forse parlando di quella baracconata che somiglia al catch, messa in scena da tamarri obesi pieni di steroidi, con i nomi improbabili e gli occhi colorati dal rimmel, che si minacciano le devastazioni fisiche più indicibili? Ti piace quella roba lì, che sembra inventata apposta per far divertire americani imbolsiti dagli hot dog con la maionese, che solo a guardarli – gli uni e gli altri – fanno vomitare? Sì, gli piace quella roba lì. A lui e a tutti i suoi compagni di classe, ragazzine incluse e, anzi, in prima fila nel commentare «schienate», «prese alla gola», insomma le imprese di questi gladiatori dell`era moderna. Non mi ha ancora chiesto il permesso di appendere il poster di Undertaker alla parete della camera da letto ma credo sia solo questione di tempo. In compenso, mi ha fatto promettere che una pagella da ottimo in tutte le materie – condotta, ginnastica e musica compresa – vale una maglietta gialla con impresso nome ed effigie di un tale Eddie Guerriero. Maglietta scelta con (mia) insospettata competenza davanti a uno dei tanti negozi che fanno del merchandising del Wwe la propria fortuna: «John Cena no, Batista neppure, Undertaker è un po` bollito, Ray Misterio non è male, Red Devil deve farsi le ossa? No, ho deciso, meglio Eddie Guerriero». Bene, ho scoperto che questo energumeno dall`aria truce ha più o meno la mia età, un sacco di chili in più, per farsi i muscoli probabilmente non mangia soltanto bistecche, fa la faccia scura ed è l`idolo di un sacco di bambini. Rigorosamente in età compresa, come informano le statistiche, tra i 6 e i 14 anni. Un popolo di ragazzini che alimenta un mondo urlante nel quale scorre un fiume di denaro. Parlano i numeri: due milioni di telespettatori, 25 milioni di figurine vendute, 350 mila richieste di biglietti per i due show italiani di fine aprile, quasi 200 mila cd venduti dalla Gazzetta dello Sport con i match più appassionanti. Il triplo di quelli dei gol di Andrey Shevshenko (e prima di Istanbul), giusto per capire le dimensioni. Mio figlio, di tutto ciò, è soltanto un piccolo, piccolissimo ingranaggio. Non che la cosa mi scandalizzi. Probabilmente, a suo tempo, il signor Panini ha fatto fortuna anche con le mie 100 lire settimanali e il signor Mazinga Robot ha acquistato qualche razzo rotante con la paghetta del mio fratellino. Ma, vista dall`altra parte della barricata, fa un po` impressione questa mania. Debordante a tal punto che persino il compunto Tg5 – i giorni pari con la scusa di commentare il fenomeno e quelli dispari fingendo di annunciare iniziative di protesta – riempie il teleschermo con questi scimmioni molto muscolosi ma dall`espressione assai poco intelligente. Siamo in tanti, noi adulti, a non capire come possa appassionare la finta lotta – perché poi, in realtà, è soltanto uno show – tra due bestioni; come possano suscitare entusiasmi e gridolini le cosiddette «schienate», che solo a vederle fanno correre qualche brivido; come sia possibile pagare tanto di biglietto per far diventare ricco un signore che gira con il berrettino rivolto all`indietro e la catena al collo. Forse per ricordarsi di averlo, un collo, tanto è taurino nelle fattezze. Alcuni soci del Codacons, più realisti del re, hanno addirittura fatto partire le denunce, chiedendo di bloccare tutte le trasmissioni di Mediaset e Sky in quanto «violente e diseducative, fonte di emulazione da parte dei minori». In effetti, qualche episodio è capitato per davvero. Un dodicenne, impegnato in una «presa alla gola» del suo gorillone preferito, ha rischiato di mandare al tappeto per sempre un coetaneo. Ma, per dirla tutta, non escludo che ai tempi miei qualche novello Cassius Clay abbia fatto lo stesso. Ed è pure possibile che un aspirante Van Damme sia andato in giro per la classe a tentare di rompere mattoni con i piedi. Di certo mi è capitato di giocare a calcio con amici che avevano nell`entrata di Tardelli su Rivera in un famoso Juventus-Milan, il proprio gesto cult, da mettere in scena alla prima occasione propizia. Così, per gradire. Mah? Partendo dal presupposto che il telecomando resta comunque una scelta possibile, il dilemma rimane: assecondare senza troppe indagini l`epidemia da wrestling sperando che si esaurisca in fretta così come è nata o, viceversa, contrastare il «nuovo che avanza» in maniera netta e decisa con il concreto rischio di alimentare il fascino del proibito? Ci vorrebbe uno strizza-cervelli, per risolvere l`enigma dei genitori moderni. I quali, giocando in difesa, di solito utilizzano l`arma – un po` spuntata, di questi tempi – della persuasione. Spiegano, ai pargoli deliziati dalle imprese di questi nerboruti, che quello che accade sul ring non c`entra con lo sport; che si tratta di uno show nel quale tutto è finto, dagli sguardi truculenti a quella crema color asfalto che si spargono senza parsimonia attorno agli occhi; che – ad essere generosi – sono consumati attori professionisti. Quasi un videogioco umano, insomma, visto che, proprio come accade sugli schermi pieni di improbabili marziani, si rialzano sempre, persino dopo colpi che – se fossero veri – ucciderebbero un toro. E` soltanto un passaggio inutile nella lavatrice della coscienza o basterà ad assicurarci una vecchiaia tranquilla? Boh. Nel frattempo, però, ho sempre la figurina di Del Piero da piazzare.
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