24 Maggio 2005

«Ci stanno nascondendo troppe cose sulle biotecnologie»

Dure reazioni delle associazioni di cittadini e dei partiti ambientalisti: «Ci stanno nascondendo troppe cose sulle biotecnologie»
Insorgono i consumatori: «Vogliamo la verità, indaghi la magistratura»

ROMA La patata bollente passa all`Efsa. Sono soprattutto i consumatori a puntare il dito contro l`Agenzia europea per la sicurezza alimentare, accusata di aver occultato il rapporto di Monsanto sugli effetti negativi sui topi del mais transgenico Mon 863. Ma è anche la stessa Monsanto a ricordare che l`Efsa autorizzò la diffusione del mais transgenico nel 2002 e nel 2004. Una situazione resa ancor più pesante dalle dichiarazioni del nutrizionista e componente dell`Efsa Giorgio Calabrese che, in una intervista a «la Stampa», ha reso noto che quel rapporto era noto all`Authority e che i risultati divisero gli scienziati poiché, per alcuni, la ricerca non dava le sicurezze necessarie, sul piano dei rischi per la salute, per il via libero definitivo. La reazione più decisa arriva dal Codacons: un esposto alla Procura della Repubblica di Parma (città sede dell`Efsa). L`organizzazione dei consumatori chiede alla magistratura di indagare, proprio sulla base delle dichiarazioni di Calabrese, sul comportamento di «funzionari dirigenti dell`Authority» e di accertare se «possa configurare o meno l`ipotesi di omissione di atti di ufficio e, in tal caso, procedere contro i responsabili». Il tutto perché, ricorda il Codacons, l`Efsa «non ha reso noti i dati della ricerca, particolarmente quelli negativi o motivo di preoccupazione». A fare eco al Codacons arriva anche Greenpeace per la quale «la Commissione europea e l`Efsa, che approvano a occhi chiusi gli Ogm, hanno molto di cui rendere noto». Sulla stessa linea il Vas (Verdi ambiente e società) che chiede una «doverosa una indagine della Commissione Ue circa l`operato dell`Efsa, il cui agire di natura politico-lobbistica e non scientifica è da tempo evidente». Adusbef e Federconsumatori chiedono invece all`Europa di «dire no al mais mon 863» sollecitando l`Italia a costituire «una vera Agenzia nazionale per la sicurezza alimentare». La vicenda, per le due organizzazioni, «mette in evidenza problemi molto gravi» e per questo «il ministero della Salute deve ora adoperarsi per salvaguardare la sicurezza dei cittadini e, quindi, dare chiaro segno di dissenso all`intenzione di introdurre ogm nel nostro Paese». Il tutto mentre la stessa Efsa si difende da Bruxelles: i dati a disposizione erano sufficienti per pronunciarsi sulla valutazione del rischio. Ma all`attacco vanno anche i partiti, primi tra tutti, ovviamente, i Verdi: «La vicenda del mais Mon 863 è la conferma che se non si assegnano risorse adeguate alla ricerca pubblica la sicurezza alimentare dei consumatori europei resterà in ostaggio degli interessi delle aziende multinazionali titolari dei brevetti sui semi geneticamente modificati» afferma la senatrice ambientalista Loredana De Petris. «Fornire subito tutte le informazioni sul mais Ogm» chiedono anche la responsabile ambiente di Prc, Patrizia Sentinelli, e il capogruppo di Prc al Parlamento europeo, Roberto Musacchio, secondo i quali «anche in base al principio di precauzione previsto in Europa, è necessario ripristinare la moratoria sugli Ogm».

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