Consumatori contro autovelox selvaggio
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fonte:
- Gazzetta del Sud
ROMA ? Autovelox selvaggi, installati dai Comuni con eccessiva disinvoltura e l`unica finalità di arricchirsi. L`Adusbef lancia l`allarme contro. Avidità, dunque, travestita da eccesso di zelo. E le entrate sarebbero più che floride: ogni apparecchio – il più delle volte installato in violazione del codice della strada e accuratamente nascosto – frutterebbe da 750.000 a un milione di euro l`anno. Garantendo entrate per gli enti locali variabili tra il 10 e il 30 per cento dei bilanci. E a tendere agguati all`automobilista sono a volte anche pattuglie di vigili urbani, in auto bianca anonima ma munita di laser per il controllo della velocità. Ma trappole tanto scorrette, fa sapere l`Adusbef, fruttano contravvenzioni deboli. I trabocchetti posti in essere dai Comuni non finiscono qui. Spesso il limite di 50 chilometri orari viene posto anche su strade di grande scorrimento e al di fuori dei centri abitati, al solo scopo d`installare gli apparecchi Autovelox e Photored, e in assenza di vigili urbani o di agenti, che il Codice della Strada obbliga a controfirmare le violazioni. Inoltre, sarebbero numerosi i Comuni che non provvedono a delimitare il centro abitato ? entro cui va rispettato il limite dei 50 km ? come sancito dall`art. 4 del Codice della Strada. Anche in questo caso, fa sapere l`Adusbef, si può configurare l`illegittimità delle contravvenzioni.
Il punto, secondo il Codacons, riguarda Chi infrange le regole deve essere immediatamente fermato, per evitare che generi pericolo per sé e per gli altri. In caso contrario, la multa non è altro che un espediente per incassare a posteriori, con una punizione tardiva. . Molte le proposte a tutela degli automobilisti . Il Codacons chiede una modifica dell`art. 208 del Codice della Strada, innalzando al 100% la quota delle multe ? attualmente fissata al 50% – destinata al miglioramento della circolazione, al potenziamento della segnaletica e all`educazione stradale. Sempre dal Codacons la richiesta che i proventi delle sanzioni siano consegnati ad enti terzi. Non ai Comuni dunque, ma ad esempio all`Anas o alla Motorizzazione civile. L`Adusbef ha chiesto ai Prefetti e ai ministeri dell`Interno, delle Infrastrutture e delle Attività produttive . La recente giurisprudenza segna un punto a favore degli automobilisti. La Cassazione, riaffermando un principio più volte ribadito dal 2001, ha accolto il reclamo di un guidatore romano multato per aver usato il cellulare. La contravvenzione non gli era stata contestata tempestivamente, e per la Corte Suprema sono nulle le multe se nel verbale manca il motivo della mancata contestazione, come stabilito dall`articolo 201 del Codice della Strada.
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