Petrolio giù del 20%, benzina del 4%
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fonte:
- La Padania
L?oro nero è passato da 58 a 47 dollari mentre la verde da 1.25 a 1.199
Nell?ultimo mese e mezzo il petrolio è calato di quasi il 20% (il 19% per l?esattezza), passando dal record di oltre 58 dollari al barile segnato a inizio aprile, al minimo degli ultimi tre mesi segnato ieri a New York sotto i 47 dollari al barile. Ma contemporaneamente i prezzi dei carburanti in Italia hanno registrato solo qualche aggiustamento: un calo limitato al 4% per la benzina e di solo il 2,5% per il gasolio.
A fronte dei record di 1,25 euro segnati tra il 4-5 aprile scorso quando tutte le compagnie misero mano ai listini rialzando i prezzi sulla scia della fiammata che portò l?oro nero a superare i 58 dollari a barile. In questi giorni i prezzi alla pompa della verde sono scesi, al massimo, a 1,199 euro al litro: un ribasso di 0,05 euro al litro in oltre un mese e mezzo che si traduce in una discesa di circa un quarto rispetto al crollo – nello stesso periodo – delle quotazioni petrolifere internazionali.
Ma se sul fronte della benzina – sotto la luce dei riflettori da mesi anche per il peso sul costo della vita – i ribassi sono stati limitati, per il gasolio la situazione leggendo i numeri appare leggermente migliore. Un litro di combustibile per le vetture diesel all?inizio del mese scorso costava 1,138 euro al litro, adesso 1,068 euro. Nell?ultimo mese e mezzo, quindi, il carburante ha registrato una riduzione di 0,07 euro al litro: vale a dire un calo del 7%, poco meno comunque della metà della perdita registrata nello stesso periodo dalle quotazioni dell?oro nero.
L?andamento dei prezzi dei carburanti – fanno notare da tempo gli esperti di settore – è collegato solo in parte all?andamento delle quotazioni internazionali del greggio ma risente maggiormente di quelle dei prodotti lavorati sul mercato Platt?s, influenzate oltre che dal prezzo del barile anche dall?andamento della domanda e delle capacità di raffinazione e approvvigionamento. Ma anche leggendo i numeri delle quotazioni Platt?s (il mercato di riferimento dei carburanti per l?Europa), si registra nell?ultimo mese e mezzo un ridimensionamento più accentuato di quello avuto dai prezzi alla pompa italiani. Solo la settimana scorsa, ad esempio, le quotazioni della verde a tonnellata, hanno lasciato sul terreno oltre l?8% mentre quelle del diesel hanno messo a segno un ribasso di circa il 3,5%.
Ma secondo il presidente dell? Unione petrolifera Pasquale De Vita «Normalmente i prezzi interni sono collegati a quelli internazionali: ci vogliono i tempi tecnici». Per De Vita poi «la velocità a salire è identica a quella a scendere, le aziende usano lo stesso metodo e la stessa misura nelle due direzioni». Non sono d?accordo i consumatori ed infatti secondo il Presidente del Codacons, Carlo Rienzi, «I prezzi alla pompa aumentano con la velocità di una lepre e scendono con quella della tartaruga quando le quotazioni internazionali sono al ribasso». Intanto il sindacato dei benzinai, la Fegica-Cisl chiede all?esecutivo di «fare il bel gesto e restituire ai cittadini quanto incassato di più» o, in alternativa, di reintrodurre i prezzi ?amministrati? o ?sorvegliati?, evitando di ?criminalizzare? l?intera categoria dei benzinai.
Infine Adusbef e Federconsumatori sottolineano che sarebbero quattro gli interventi necessari gli interventi necessari per consentire un calo dei listini. Il primo è un intervento del governo ?contro le speculazioni dei petrolieri sulla doppia velocità di adeguamento benzina-petrolio?; il secondo è la necessaria ?modernizzazione e razionalizzazione della rete distributiva che è inefficiente?; il terzo è l? apertura alla grande distribuzione, una misura che ?permetterebbe di risparmiare 5-6 centesimi al litro?. L?ultimo intervento, ha spiegato Rosario Trefiletti (presidente di Federconsumatori), lo dovrebbe attuare il governo con la restituzione ?di 6 centesimi al litro di tasse indebitamente sottratte ai consumatori?.
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