17 Maggio 2005

Wrestling, la nuova mania che ha contagiato i ragazzi

Che non si tratti di sport, di lotta vera, ma solo di spettacolo lo si intuisce dall`acronimo della federazione che organizza gli incontri, la Wwe (World Wrestling Entertainment): la componente fondamentale è proprio l`entertainment, lo spettacolo. In alcuni casi sembra di essere a Hollywood. Sul ring gli atleti si travestono e mettono in scena vere e proprie storie. Le botte fanno parte della sceneggiatura. I lottatori si dividono in «face» e «heel», buoni e cattivi. In base a questa divisione ognuno recita la sua parte. Perché ha tanta presa sui ragazzi? La spiegazione arriva da psicologi e sociologi: da piccoli tutti sognano di essere un supereroe dei fumetti. Ora l`interesse sembra essersi spostato su questi bizzarri protagonisti. Scomparso negli anni `90 dal circuito tv, ora il wrestling (da «to wrestle», lottare) è tornato ai fasti degli anni `80 anche grazie a Italia 1 e Sky, contro le quali si è apertamente schierato il Codacons che ha bollato le trasmissioni come «violente» e «diseducative». Innescherebbero un fenomeno di emulazione da parte dei bambini. Lo si può definire un fenomeno di costume che ha contagiato anche in Italia migliaia di ragazzini in coincidenza con le due manifestazioni organizzate ad aprile al Palamalaguti di Bologna e al Filaforum di Milano: i biglietti sono andati a ruba in poche ore. Un autentico delirio per i tag match: John Cena e Big Show contro John Bradshaw Layfield e Orlando Jordan. Per non parlare dell`uno contro uno tra The Undertaker, il «becchino» dalle sfere oculari roteanti, e Heidenreich, il bestione psicopatico. Non mancano gli eroi nostrani come Red Devil, Mr Exellent, Kaio, Ace, Manuel Majoli, Raiss e Pain. Anche il mondo del calcio non è rimasto insensibile di fronte a questo fenomeno. Domenica scorsa il leccese Vucinic – che di recente aveva imitato Chris Benoit, il tagliagole – dopo il gol del pareggio con il Milan, si è passato la mano davanti agli occhi imitando John Cena, il campione del circuito SmackDown, idolo delle ragazzine, che fa quel gesto per ricordare il suo slogan (diventato anche un disco): «You can`t see me» (tu non puoi vedermi). Sabato sera era stata la volta di Buscè dell`Empoli che aveva esultato emulando Eddie Guerrero. Batista, invece, attuale campione del mondo del roster di Raw, è stato il prescelto dal barese Gigi Anaclerio. Tutti gesti che nel gergo del wrestling vengono chiamati «taunt» ( scherno o derisione dell`avversario). Atteggiamenti ed espressioni che stanno facendo il giro del mondo. Claudio Marino

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