11 Maggio 2005

Fumo passivo, un`altra condanna

Fumo passivo, un`altra condanna

Il ministero dell`Istruzione non ha tutelato la salute di un`impiegata

ROMA Non Ë servita la recente legge contro il fumo agli avvocati del Codacons per incassare la prima vittoria giudiziaria che riconosce per circa 400mila euro i danni da fumo passivo. Ai legali Ë bastato impugnare il codice civile e una perizia medica per dimostrare al Tribunale del Lavoro di Roma che Maria Sposetti, che del fumo non sopportava neanche líodore, si era ammalata di tumore al polmone per colpa delle sigarette di tre colleghe che dividevano con lei una stanza del ministero dellíIstruzione. Dopo la Corte díAppello di Roma, che a marzo ha condannato líEti per non aver informato sui pericoli del fumo, Ë intervenuto il Tribunale del Lavoro. Maria Sposetti, impiegata dal 1980 allíufficio Matricole del ministero dellíIstruzione, non solo non aveva mai acceso una sigaretta, cosÏ come nessuno dei suoi familiari, ma si era anche battuta invano per 7 anni per fuggire da quella camera a gas, che era líufficio del ministero dove la donna era costretta a lavorare al fianco di tre colleghe, fumatrici e intolleranti nei confronti dei non fumatori al punto da impedire líapertura di porte e finestre.
Nel ` 92 la donna scopre un tumore al polmone e la diagnosi della biopsia Ë inequivocabile: carcinoma epidermoidale, ovvero cancro provocato dal tabacco. ´ L`unico fumo aspirato da mia moglie era quello del suo ufficio ª , ricorda il marito Ferruccio Di Bari, che insieme ai figli ha portato avanti la causa, cominciata nel 2002 e conclusasi ieri. Maria è deceduta due anni fa.

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