11 Maggio 2005

Morì per il fumo passivo. Ministero condannato a pagare

Morì per il fumo passivo
Ministero condannato a pagare
Clamorosa causa vinta dal Codacons: si ammala in ufficio per il fumo passivo e muore, ministero condannato

*MAXI RISARCIMENTO Il tribunale di Roma ha condannato il ministero della Pubblica Istruzione a un mega-risarcimento di quasi 400mila euro

*AMMALATA IN UFFICIO La donna era una dipendente del Ministero, ammalatasi di tumore a causa del fumo passivo dei colleghi

*IL MARITO Lavorava in una camera a gas

ROMA, 10 MAGGIO 2005 – Il ministero dell`Istruzione, dell`Università e della Ricerca è stato condannato dal Tribunale di Roma a versare un risarcimento da poco meno di 400 mila euro a una dipendente, non fumatrice, ammalatasi e poi morta di tumore a causa del fumo dei colleghi.

A darne notizia è il Codacons, Coordinamento delle associazioni per la tutela dei consumatori, sottolineando che il ministero è stato ritenuto responsabile di aver «omesso di adottare le misure idonee per tutelare i propri lavoratori».

Si tratta, spiega Carlo Rienzi, presidente del Codacons, della «prima causa di risarcimento per danni da fumo passivo vinta», che «apre adesso la strada a migliaia di cause simili».

Questi i fatti:

La Sig.ra M. S., fu assunta dal Ministero della Pubblica Istruzione in data 30 maggio 1980. Il 25 settembre 1992 le fu diagnosticato un tumore al polmone destro, per il quale si rese necessario intervenire chirurgicamente in data 17 ottobre 1992, con asportazione di una parte del polmone.

Oltre il delicato ed invasivo intervento chirurgico, la sig.ra ha dovuto subire: vari cicli di chemioterapia con grave debilitazione del suo organismo; sofferenti postumi della predetta terapia, non ultimo la totale perdita dei capelli; inoltre è stata colpita: da bronchite asmatica cronica; enfisema polmonare e da un grave stato di depressione ed esaurimento nervoso, dovuto alle preoccupazioni per la grave patologia di cui si è ammalata.

Dall?esame istologico della massa tumorale è risultato che l?eziopatogenesi del tumore contratto dalla Sig.ra S., carcinoma epidermoidale, è direttamente riconducibile all?esposizione a fumo passivo, come risulta dalla relazione clinica del dott. Giulio Bigotti, specialista in anatomia patologica ed oncologica.

La sig.ra, che non aveva mai fumato in vita sua e non aveva avuto conviventi in famiglia dediti al fumo di sigaretta, è stata, suo malgrado, esposta per lungo tempo (7 anni) ad inquinamento da fumo passivo sul luogo di lavoro (lavorava in una angusta stanza, sprovvista di aeratori, con tre colleghe accanite fumatrici).

Nel 2002 i familiari ? attraverso il Codacons, che ha avanzato la causa seguita dagli avv.ti Carlo Rienzi e Vincenzo Masullo – hanno chiesto al Tribunale civile di Roma di accertare la violazione da parte del datore di lavoro (il Ministero della Pubblica Istruzione) delle norme in materia di sicurezza nei luoghi di lavoro (art. 2087 c.c., Dlgs. 626/94 art. 32 Cost.) che ponevano a suo carico l`obbligo di tutelare la salute della dipendente M. S. dai rischi sui luoghi di lavoro e per l`effetto condannarlo al risarcimento di tutti i danni causati.

Il Giudice della IV sez. Lavoro del Tribunale civile di Roma, Dott.ssa Giuseppina Vetritto, ha accolto oggi la domanda degli eredi della signora, assistiti dal Codacons, condannando il Ministero a risarcire 263.725,00 euro a titolo di danno biologico e 132.000,00 a titolo di danno morale oltre alle spese di lite e della perizia d?ufficio.

?Il Parlamento ? afferma il Presidente Codacons Carlo Rienzi – ha promesso ma non ha dato ai consumatori né la class action, né il danno punitivo, ma queste sentenze dimostrano che si può fare anche a meno di tali leggi quando c?è sensibilità da parte della magistratura. Adesso ? prosegue Rienzi – si apre la strada a migliaia di cause di risarcimento danni per quei lavoratori che hanno dovuto subire alle loro scrivanie il disagio causato dal fumo dei colleghi?.

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