10 Maggio 2005

Radio Vaticana due condanne

Radio Vaticana due condanne

Per inquinamento elettromagnetico

ROMA Sono stati condannati a 10 giorni di reclusione, pena sospesa, due dei responsabili di Radio Vaticana accusati di aver provocato l`inquinamento elettromagnetico nella zona di Cesano, a Nord di Roma. Sono padre Pasquale Borgomeo, direttore generale, e il cardinale Roberto Tucci, presidente del comitato di gestione. È stato invece assolto per non aver commesso il fatto Costantino Pacifici, responsabile della direzione tecnica dell`emittente della Santa Sede. La sentenza è stata emessa dal giudice Luisa Martoni dopo mezz`ora di camera di consiglio. È stato disposto anche il risarcimento dei danni alle parti civili, da definire in separata sede. La sentenza prevede però che siano versati, per le spese di giudizio, a Legambiente 5.800 euro, a Cittadinanzattiva 850 euro, ai Comitati Roma-Nord 5.120 euro e al Codacons 5.800 euro. La sentenza ha parzialmente accolto le richieste dei pm Gianfranco Amendola e Stefano Pesci che avevano sollecitato 15 giorni di arresto con sospensione della pena subordinata alla eliminazione della situazione di pericolo e al risarcimento dei danni. I pm non hanno commentato la sentenza. «Dopo tanti ritardi – ha detto il presidente di Legambiente, Roberto Della Seta – e tempo perso quello di oggi è un importante successo, che conferma la necessità di tutelare i cittadini dal rischio dell`elettrosmog. Nel nostro Paese non c`è una normativa a cui appellarsi in caso di superamento dei limiti e quindi è “il getto pericoloso di cose“ a essere stato contestato ai condannati, ma è importantissimo il principio che ne deriva: l`inquinamento elettromagnetico fa male e chi non ne tiene conto è punito dallo Stato». La Direzione di Radio Vaticana ha invece espresso «rincrescimento per il fatto che le sue posizioni non siano state riconosciute valide e accolte dal Tribunale». Pur «apprezzando l`assoluzione di uno degli imputati», Radio Vaticana «si riserva di impugnare in sede di appello una sentenza che ritiene chiaramente ingiustificata sia per considerazioni di diritto, sia per motivi di fatto». «Come da noi spiegato molte volte in questi anni e ribadito dalla difesa nel corso del processo – è detto in una nota della direzione – la Radio Vaticana ha sempre svolto la sua attività nel quadro degli accordi internazionali esistenti con l`Italia relativi al Centro trasmittente di Santa Maria di Galeria, si è sempre attenuta alle raccomandazioni internazionali in materia di emissioni elettromagnetiche anche prima della esistenza di normative italiane, e dal 2001, in seguito all` accordo con il Governo italiano, rispetta attentamente i limiti previsti dalla nuova normativa italiana, attualmente vigente, come dimostrano le misurazioni svolte per mandato della Commissione bilaterale dalle istituzioni pubbliche italiane più competenti e attrezzate in materia». Secondo l`emittente, «essendo tale normativa assai restrittiva, non vi è alcun motivo giustificato di preoccupazione da parte della popolazione. Confidiamo che la giustizia italiana, nei successivi gradi di giudizio, riconoscerà alla fine la correttezza dei comportamenti della Direzione dell`emittente.

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