10 Maggio 2005

L?aumento del fatturato è del 15% ma occorre far di più per favorire consumi e Pil

Le medie imprese crescono

L?aumento del fatturato è del 15% ma occorre far di più per favorire consumi e Pil

Roma – Un incremento del fatturato fino al 15% nel 2004, previsioni di aumento dell?occupazione, una capacità innovativa di prodotto espressa dall?alto numero di brevetti e, infine, una vocazione verso la crescita dimensionale. È la fotografia della media impresa italiana, scattata da Unioncamere in un?indagine realizzata per il Rapporto 2005, presentata a Roma durante la terza giornata dell?Economia. Ma dalla ricerca emerge anche uno scenario di grandi divari territoriali e un contesto in cui «se la produzione non riprenderà a crescere e l?incremento del Pil non supererà i due punti percentuali, nel 2006 lo sviluppo dell?occupazione potrebbe bloccarsi del tutto».
Su 100 mila imprese intervistate per l?indagine, solo il 26,7% ha dichiarato di aver aumentato il fatturato di almeno il 3%. Le altre hanno registrato una sostanziale stabilità o una diminuzione. Tuttavia, ben il 36,8% delle imprese con 50-249 dipendenti ha avuto miglioramenti compresi tra il 3 e il 15% del giro d?affari, mentre il 23,7% di quelle con oltre 250 dipendenti ha registrato aumenti superiori al 15%. Anche sul versante occupazionale, le previsioni per il 2005 indicano tra i 90 e i 100 mila nuovi posti di lavoro (pari a un saldo di poco inferiore all?1%, contro l?1,3% del 2004). I nuovi occupati sarebbero soprattutto destinati al settore dei servizi e alle piccole e medie imprese. Ma «per il generale rallentamento – si legge nel testo – c`è il rischio della fine di un ciclo di espansione dell?occupazione durato sette anni».
In sostanza, i dati del Rapporto confutano la tesi secondo cui il sistema produttivo italiano sarebbe destinato per vocazione naturale ad essere un sistema di ?nani?. Ne è convinto il presidente del Senato Marcello Pera, aggiungendo che «il nostro sistema imprenditoriale registra invece processi di crescita e di integrazione in strutture di gruppo che consentono di mantenere e in qualche caso migliorare le posizioni sui mercati internazionali».
Il presidente del Senato ha sottolineato come il Rapporto registri la «maggiore propensione ad assumere nuovo personale» da parte degli imprenditori nonché una tendenza alla ricerca di figure di elevata professionalità. Insomma, «dalla lettura del Rapporto risulta che non stiamo andando a fondo, non siamo condannati al declino, non abbiamo un futuro negativo segnato».
Per rilanciare i consumi il Codacons propone la liberalizzazione dei saldi, «svincolando i commercianti e consentendo così una diminuzione dei prezzi e un aumento della concorrenza, con conseguente aumento degli acquisti». Un?altra possibilità potrebbe essere il doppio prezzo (ingrosso e dettaglio) sull`ortofrutta.
Guardando alle varie province italiane, primeggiano per dotazioni Trieste, Genova e Livorno. Le tre città occupano i tre gradini del podio grazie soprattutto alla presenza di infrastrutture portuali, tuttavia, anche volendo ?depurare? le statistiche dell?incidenza dei porti, Trieste si conferma comunque al primo posto (al contrario di Genova e Livorno che perdono posizioni).
Buoni i risultati delle grandi città: Roma conquista il quarto posto, Milano è undicesima e Napoli è ventesima. Agli ultimi posti in assoluto invece tre città di Mezzogiorno e Isole: Nuoro chiude la classifica, preceduta da Matera e Potenza.

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