Prezzo libero in fascia C: i farmacisti bocciano la proposta del ministro
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fonte:
- Il Messaggero
ROMA – Il neo ministro Francesco Storace propone la libera concorrenza in farmacia e i farmacisti fanno muro. L`idea è quella di fissare un prezzo massimo per i medicinali di fascia C, quelli che i cittadini devono pagare, e poi lasciare ai titolari la decisione del costo. In base alle loro private trattative (ovviamente singole o in consorzio di farmacie) con le aziende. Concorrenza all`ultimo centesimo sugli analgesici, gli antifebbrili e tutti quei prodotti che lo Stato ha scelto di non inserire nel prontuario. «Oggi abbiamo il prezzo unico – annuncia il ministro da Catania – in un futuro molto vicino avremo il tetto massimo e la possibilità di fare sconti. Penso alla liberalizzazione della fascia C dal momento che il 30% del prezzo dei farmaci è a carico del cittadino».
I diretti interessanti, i farmacisti, non ci pensano proprio di applicare la strategia del “3 per 2“ sulle medicine. Giorgio Siri, presidente di Federfarma l`associazione che riunisce i sedicimila titolari, boccia la proposta e, anzi, ne avanza un`altra. «Un progetto senza senso. Non porterà benefici ma solo tanta confusione. Credo che potremmo ugualmente arrivare al contenimento della spesa seguendo la strada della contrattazione diretta tra aziende e Stato. Così e solo così, credo si potrà davvero abbassare il tariffario della fascia C». Quella in cui ci sono i farmaci con un costo deciso, appunto, dalle industrie e non da una contrattazione tra pubblico e privato. La fascia C, in qualche modo, compensa la stretta Obbligata dalla fascia A, a totale carico del servizio sanitario nazionale. Un esempio è il “gioco“ delle tariffe datato anno 2003: i prodotti gratuiti per i pazienti sono scesi di oltre il 7% (grande risparmio per la spesa pubblica) mentre quelli a pagamento hanno visto un rialzo di oltre il 40%. E` proprio su questo “equilibrio“ che ha deciso di intervenire Storace. Sicuro, è lui stesso a dirlo, che i fondi sanitari gli permetteranno di operare senza problemi. «Si ricordi – ricorda il ministro – che l`unico interlocutore delle Regioni è il ministro della Salute. Con Siniscalco ci parlo io. I fondi ci sono occorre solo arrivare ad un riequilibrio del sistema. Un esempio: l`Emilia Romagna, anche se ha la stessa popolazione della Puglia, ha a disposizione 100 milioni di euro in più della Puglia». Mentre i farmacisti respingono il prezzo libero prossimo venturo il Codacons, portavoce dei consumatori, dice sì all`idea di Storace e vede nel programma un possibile contenimento dei prezzi.
Spiragli per il listino dei medicinali, ridimensionamento delle speranze per i fumatori: il ministro della Salute non revisionerà la legge anti-sigarette. Cercherà solo di trovare risorse necessarie per sostenere i locali pubblici che vorranno ristrutturare per clienti tabagisti.
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