Tetto di spesa sui medicinali di fascia C
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fonte:
- Gazzetta del Sud
ROMA ? Un ?tetto? massimo sui prezzi dei farmaci di fascia C, quelli a carico dei cittadini, lasciando poi le farmacie libere di praticare sconti per contenere l`esborso degli assistiti per pillole e sciroppi. L`idea, che è già una bozza di provvedimento, è stata lanciata dal neo- ministro della Salute, Francesco Storace, che pensa così di porre un freno alla spesa per i medicinali della fascia C del prontuario, quelle dei medicinali a pagamento, che nel 2004 sono costati alle famiglie italiane qualcosa come 5 miliardi di euro. «Dobbiamo trovare la maniera per far sì che si possano praticare sconti in un regime liberale di concorrenza», ha dichiarato l`ex governatore del Lazio, non da oggi attento alle questioni sanitarie. «L`idea su cui stiamo lavorando ? ha proseguito ? è quella che porta ad essere coerente con la proposta politica che ha lanciato il presidente Berlusconi sul recupero del potere d`acquisto che passa anche attraverso un contenimento del costo dei farmaci di fascia C». L`idea lanciata dal ministro è semplice: lasciare liberi i prezzi delle pillole a pagamento, fissando però un tetto massimo ai listini, «perché se oggi vi è un prezzo unico stabilito dall`azienda ? ha spiegato ? domani magari ci potrà essere un prezzo massimo che permetterà così al farmacista di praticare sconti». Magari contrattando a sua volta riduzioni di prezzo con le aziende produttrici. Gli uffici, ha fatto sapere Storace, sono già al lavoro su un testo che potrebbe essere ultimato in tempi brevi, anche se, si è premurato di dire, «ne voglio parlare con il presidente del Consiglio per avviare la trattativa». Che non si preannuncia in discesa. Almeno con i farmacisti, che ?a caldo? bocciano l`idea di iniettare una dose maggiore di concorrenza nel sistema di distribuzione dei farmaci. «È una proposta che non ha senso e che non porterà da nessuna parte», taglia corto il presidente di Federfarma, Giorgio Siri, che parla a nome delle 16mila farmacie private. Lo stesso risultato, controbatte, si otterrebbe se i prezzi fossero amministrati, «stabiliti cioè di comune accordo fra Stato e industriali». Un sistema adottato ad esempio in Austria, ricorda Siri, che propone una formula analoga anche in Italia. Magari applicando su tutti i farmaci di fascia C quanto è stato già fatto per i prezzi dei medicinali generici (i prodotti più economici non griffati) dove si è adottata la formula ?farmaci uguali, prezzi uguali?. Positivo è invece il giudizio di Federfarma sull`altra proposta di Storace, quella di trasferire nella fascia A dei prodotti gratuiti alcuni medicinali della fascia C. «Un`idea bellissima ? ha commentato Siri ? purché abbia una copertura economica». Cauti per ora gli industriali farmaceutici che da tempo però auspicano un accordo per contenere i super aumenti di alcuni farmaci a pagamento. «Voglio capire ? afferma Federico Nazzari, presidente di Farmindustria ? che cosa intende il ministro. Se le aziende fissano il prezzo e poi il farmacista può decidere di scontarlo, allora perché no? Anche se è un problema che riguarda la distribuzione. Se invece vuol dire che lo Stato fissa un tetto massimo ai prezzi, questo non va bene perché di fatto i listini non sarebbero più liberi contrariamente a quanto sollecitato dall`Ue che chiede prezzi liberi per i prodotti non rimborsati». La proposta di Storace, invece, piace al Codacons, anche se ? ha precisato il presidente, Carlo Rienzi ? «è necessario evitare come contropartita per le industrie farmaceutiche l`inserimento di farmaci inutili nella fascia A». Mentre si discute su come mettere le briglie alla spesa farmaceutica privata parte da oggi la tre giorni di trattativa no-stop che dovrebbe portare mercoledì prossimo all`agognata firma del contratto dei quasi 110mila medici, dirigenti sanitari e veterinari pubblici, che non vedono un euro di aumento dal 2001.
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