NELLA PASSEGGIATA TRA LA GENTE TANTE RICHIESTE PER COMBATTERE IL CAROVITA
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fonte:
- La Stampa
«Dovete controllare voi i prezzi, noi non possiamo»
Il premier a Catania per la campagna elettorale: colpa dell?euro e di Prodi
Un conto è leggerlo sui sondaggi, altra cosa è trovarti di fronte la casalinga che te lo dice in faccia al mercato: «Presidente, qui ormai non si può più andare a far la spesa!». Oppure il vecchietto che ti implora di tirargli su la pensione, altrimenti non arriva alla fine del mese. In qualche caso Silvio Berlusconi prova a cavarsela con una battuta delle sue (al pensionato: «Anche lei è milanista? Consoliamoci con questo…»).
Ma durante la passeggiata al centro di Catania, dove tra una settimana si eleggerà il nuovo sindaco, Berlusconi si rende conto che la questione è seria, il malessere profondo, pretenderebbe risposte. «Io so», assicura, «che l`euro ha fatto e fa delle incursioni negative sui bilanci di tutte le famiglie. La colpa è di Prodi perché alla lira venne data una quotazione eccessiva al momento del cambio con la moneta unica. Adesso il governo non può controllare i prezzi, ma possono pensarci i cittadini dicendo no a quelli eccessivi. Li invito a farlo».
Un Berlusconi stile Codacons che guida, proprio l`uomo più ricco d`Italia, la crociata anti-rincari, è una sfida all`immaginario collettivo. Eppure c`è dietro un pensiero politico, o perlomeno si scorge una strategia comunicativa. Che punta, come ha detto il Cavaliere stesso in un altro momento della visita, «a ritrovare la vicinanza tra le forze del centrodestra e la gente», a comprenderne le difficoltà, a tentare delle risposte, insomma a mettere in atto «tutto ciò che si fa quando bisogna ricuperare i consensi. Governare», ha confidato il premier, «significa lavorare. In questi anni non ho fatto altro, imponendomi orari impossibili, facendo tutte le sere notte fonda… Ma non basta». Non basta più.
Colpiva ieri mattina, nella calca un tantino tribale del bagno di folla, l`atteggiamento dei catanesi. Nessun fischio, niente contestazioni, ospitale cordialità, ma con il freno a mano tirato. Interesse, tuttavia con una vena scettica di chi ai miracoli italiani non crede più (ammesso che ci abbia mai creduto). Attesa di fatti concreti, con l`ultimo giro di lancette già iniziato. Berlusconi ha rilanciato vecchie promesse tenendo a fianco Umberto Scapagnini (suo medico nonché candidato sindaco): «Costruiremo il ponte di Messina, così se uno ha un grande amore dall`altra parte dello Stretto potrà andarci anche alle 4 del mattino senza aspettare i traghetti… Tra qualche giorno sceglieremo il general contractor, e da quel momento non si potrà più ritornare indietro».
Gli hanno mostrato un volantino diffuso dai supporter di Enzo Bianco, popolarissimo candidato del centrosinistra. Denuncia: «Berlusconi a Catania, false promesse e vere bugie…». Lui si è indignato, «questo è il loro modo di fare politica, sono solo capaci di insultare, esattamente le cose che noi non facciamo e per cui diciamo agli italiani: come potete fidarvi di questi?». Il Cavaliere s`è affacciato madido dal sudore e in maniche di camicia tra le bancarelle del pesce, ha fatto ciao con la mano prima di prendere il largo (delusione di un vecchio pescivendolo: «Venne ccà, soldi nun ne portau…», è venuto qui, ma non ha comprato niente).
Poi è salito in macchina, ha visitato a passo di carica tre stabilimenti ad alta tecnologia, s`è mostrato a Nesima, a Lido San Giovanni, nel pomeriggio comizio con attacco alla sinistra che controlla giudici e Csm, la sera prima cenone con 500 invitati (se ne sono presentati 800): è il cambio di passo, secondo Paolo Bonaiuti, «vuole ritornare in presa diretta con gli umori del suo elettorato, con il ventre del Paese, per capire come e perché abbiamo perso questi voti, per fare ammenda e ripartire». Meno viaggi all`estero, più presenza in Italia. A costo di rischiare un altro cavalletto in testa, come accadde quel giorno a piazza Navona, uno shock per il suo apparato di sicurezza, mesi di clausura a Palazzo Chigi, ieri la prima sortita. «Il risultato di Catania sarà di auspicio per le prossime elezioni politiche», scommette speranzoso il premier, «una vittoria qui sarebbe molto importante». Sogna il trionfo dell`amico Tony Blair, rieletto primo ministro britannico per la terza volta, «lui è una persona squisita. E poi è bello», annota con un filo d`invidia.
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