Roccaraso, Rienzi accusa
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fonte:
- Il Centro
Roccaraso, Rienzi accusa
Chiama in causa un vescovo e un giudice
SULMONA. Oltre 4 ore di interrogatorio in cui ha respinto punto su punto le accuse che gli sono state contestate. Davanti al sostituto procuratore Simonetta Ciccarelli, il presidente del Codacons, indagato insieme ad altre 32 persone sul «caso Roccaraso», si è difeso su presunti episodi di concussione. Aveva annunciato clamorose rivelazioni ed è stato di parola. Un vero e proprio fiume in piena, Carlo Rienzi: da accusato è passato ad accusatore. «Il sindaco di Roccaraso è stato arrestato ingiustamente; è un?inchiesta che si concluderà in una bolla di sapone». E poi ancora accuse a magistrati e a prelati.
Esce sorridente dalla procura che l?accusa di episodi concussivi messi in atto con il sindaco Valentini (suicidatosi in carcere dopo l?arresto) e con l?avvocato aquilano Pierluigi Pezzopane nei confronti nel proprietario di una palazzina in costruzione al quale il Comune di Roccaraso aveva revocato la concessione.
«E? un procedimento destinato a sgonfiarsi», ha ripetuto più volte, Rienzi, nel corso dell?incontro con la stampa subito dopo l?interrogatorio. «Erano partiti contestandomi reati pesantissimi, ora mi trovo a dare spiegazioni su presunti tentativi di concussione per i quali ci sono già state due sentenze di assoluzione da parte del Tribunale dell?Aquila». Poi passa all?attacco. «Ritengo che questa inchiesta», incalza il presidente del Codacons, affiancato dai legali Giovanni Margiotta e Bruno Liuzzi, «sia il risultato di un comportamento illegale di una persona che andava in giro con un registratore a sollecitare tentativi di concussione. Lo stesso individuo, e questo l?ho fatto mettere a verbale, che ha intrattenuto affari poco chiari con un magistrato pescarese e un prelato».
Il presidente del Codacons ha poi annunciato di aver inoltrato un esposto al consiglio superiore della magistratura e alla guardia di finanza in cui lancia accuse su due magistrati sulmonesi. Al primo contesta di essere tra gli eredi di alcuni appartamenti dell?hotel Paradiso di Roccaraso che il sindaco Valentini fece chiudere. Al secondo di essersi astenuto per alcuni processi su vicende di Roccaraso e per altri no.
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