4 Maggio 2005

Sessantamila multe per i rifiuti. «Manca la prova-sacchetto

Il Codacons: anticostituzionali. A Milano in aumento le contravvenzioni per il mancato rispetto della raccolta differenziata

Sessantamila multe per i rifiuti. «Manca la prova-sacchetto»

A volte è per la plastica mischiata alle bucce. A volte, più raramente, perché hai accatastato il televisore vecchio in cima ai sacchi della carta. Altre ancora per i sacchetti lasciati in strada la sera prima, per non svegliarti a farlo all?alba. Il risultato, più o meno, sono 60 mila multe l?anno per un valore medio di 50 euro l?una più 5,60 di spese postali: sono le contravvenzioni inflitte dall?Amsa ai milanesi. Una bella fetta dei quali, affidatisi al Codacons, hanno deciso adesso di ribellarsi e di impugnare quella montagna di multe all?insegna del motivo più drastico: «Sono anticostituzionali», dicono. Perché non è questione di contestare – spiega il Codacons – il principio sacrosanto che la raccolta differenziata è cosa buona e giusta, o che una certa regolamentazione negli orari di raccolta non è poi un?idea così marziana, o che abbandonare una lavatrice sul marciapiede qualche sanzione la merita. Il punto è, insistono i consumatori multati, che il multato stesso non ha modo di difendersi. D?accordo, a un certo gli arriva a casa un verbale con su scritto qualcosa tipo «inosservanza ordinanza sindacale n. 16/2003 modalità e orari conferimenti rifiuti»: ma dove sono, chiede il Codacons, le prove del misfatto ossia il sacchetto con i rifiuti contestati? Come fanno i compilatori di multe a essere certi che quel sacchetto pieno di rifiuti sbagliati appartenga proprio a me e non al mio vicino? Che sulla questione si giochi una battaglia senza esclusione di colpi è noto da tempo: i casi di sacchetti lasciati fuori orario davanti all?uscio del vicino suddetto proprio per lasciare a lui la colpa, specie dove non c?è un portinaio, non sono rari come si potrebbe pensare. E d?altronde l?Amsa ha imparato da tempo ad aprire i sacchetti, alla ricerca di buste postali, proprio per individuarne i veri padroni.
Resta il fatto che in tema di rifiuti – sostiene il Codacons – un cittadino multato ingiustamente è comunque impossibilitato a dimostrare la sua innocenza. E a questo punto non gli resta che appellarsi alla Costituzione.

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