30 Aprile 2005

Posta sempre più in ritardo, scoppia la rivolta

Posta sempre più in ritardo, scoppia la rivolta

I sindacati verso lo sciopero: «Siamo al collasso, non andava chiuso il Cmp di Tessera»

Oltre un mese e mezzo di attesa per uno stampato spedito da Mogliano a Mestre La Cgia: «Scandaloso»

MESTRE. La posta? Da mesi è in ritardo. Ed ora a Venezia monta la protesta. Il malcontento serpeggia tra l?utenza di Poste Italiane, dai semplici cittadini alle associazioni di categoria. E le organizzazioni sindacali annunciano uno sciopero regionale contro una situazione arrivata al limite, conseguenza della chiusura nel dicembre scorso del centro meccanizzato delle Poste di Tessera e del trasferimento dei sacchi di corrispondenza a Padova, dove la struttura è collassata. Colpa anche delle montagne di lettere spedite per la campagna elettorale. Poste Italiane assicura che l?emergenza sta finendo. Intanto, una lettera spedita da Mogliano alla metà di marzo impiega più di un mese per arrivare Mestre (via Padova).
A lamentarsi sono tanti. Dal cittadino che si vede recapitare in ritardo la bolletta e rischia la mora perchè la scadenza di pagamento è già stata superata, al professionista che riceve l?invito ad un convegno già concluso. «Tra i nostri associati c?è molto malcontento – spiegano alla Cgia di Mestre – perchè le circolari e gli inviti che spediamo da tempo arrivano in ritardo. Per fortuna abbiamo l?abitudine di telefonare a tutti una settimana prima della convocazione delle riunioni». «In caso di spedizioni per comunicazioni o inviti dobbiamo muoverci un mese prima – dicono all?Ava, associazione albergatori – perchè la posta arriva con distanze di tempo differenti da un punto all?altro. Capita che due alberghi confinanti ricevano la posta, spedita lo stesso giorno, in date diverse. Per questo, noi da tempo preferiamo i fax e le mail». Anche all?Enel tengono sotto controllo le spedizioni. All?inizio di aprile le bollette sono arrivate in ritardo e l?azienda è intervenuta, azzerando le more ai clienti. Tutta colpa delle Poste, con il centro meccanizzato di Padova intasato dalla pubblicità elettorale per le amministrative. Un problema, quello delle bollette in ritardo, che ha colpito Venezia, Mestre, Chioggia e Riviera del Brenta. Ma a campagna elettorale chiusa, i ritardi continuano. Capita ancora che una lettera smistata a Padova il 14 marzo arrivi a Mestre il 29 aprile. Un mese e mezzo dopo. Troppo.
In un mare di lamentele, il sindacato dei lavoratori delle Poste preannuncia uno sciopero regionale per la vertenza logistica, dopo lo stop allo straordinario. «E? andata come avevamo detto, nonostante la battaglia non siamo riusciti a salvare il centro meccanizzato di Tessera – spiega Salvatore Affinito della Cgil – Poste Italiane aveva detto che tutto andava bene. Invece al centro di Padova, dove abbiamo effettuato in questi giorni un sopralluogo, sono in giacenza tonnellate di posta. Il Cmp di Tessera poteva continuare ad operare assieme a Padova, invece siamo al disastro. E il 21 aprile l?azienda ha presentato un nuovo progetto che prevede 9 grandi Cpm, 13 strutture medie e poi impianti che ci fanno tornare il dubbio sul perchè hanno deciso di ridurre l?attività di Tessera». Cento lavoratori interinali sono stati assunti a Padova per smaltire la corrispondenza in giacenza. Ma alla Cgil non basta. «Molti sono extracomunitari, bravi lavoratori ma non conoscono bene la geografia e se fossero cento contratti a tempo indeterminato ci sarebbe maggiore formazione del personale». Da qui l?annuncio di un prossimo sciopero regionale, anche a favore del settore recapito, anch?esso in sofferenza: «Il Veneto è penalizzato rispetto ad altre parti d?Italia», denuncia Affinito. Poste Italiane ribatte alle accuse spiegando che con le prime 50 assunzioni, le difficoltà sono diminuite. A Padova si è eliminata la giacenza per la posta ordinaria e proritaria (si lavora ora la posta «fresca», dicono) mentre restano le difficoltà per le stampe, che dovrebbero rientrare dalla prossima settimana. A complicare le cose, dicevamo, la posta elettorale che ha intasato le spedizioni di aprile. Ma le lettere dei partiti sono partite regolarmente, quelle dei cittadini subiscono ritardi. E il Codacons attacca: «La posta elettorale è diventata prioritaria rispetto a quella normale. Alle Poste ricordiamo che ad essere prioritario è il cittadino e non è consentito il servilismo verso il potere politico».

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