24 Aprile 2005

«Parcheggi, a pagare è solo il cittadino»

«Parcheggi, a pagare è solo il cittadino»

Ma la Sgm si difende: «Nessun accanimento nei confronti degli automobilisti»

«I parcheggi? Da strumento di controllo del traffico e della gestione del trasporto pubblico sono diventati l`ulteriore, inaccettabile ed immorale prelievo coattivo di soldi dalle tasche dei cittadini». La dura presa di posizione, alla luce delle multe-record effettuate dagli ausiliari del traffico, è della sezione leccese del Codacons. «La stessa circostanza – aggiunge l`avvocato Piero Mongelli – che si riconosca agli ausiliari un premio di produzione (quasi producessero dei normali beni di consumo) per il raggiungimento di livelli minimi di multa, dimostra inequivocabilmente come lo scopo primario che si vuole raggiungere non è quello di regolamentare il traffico, coordinandolo con il servizio di trasporto pubblico, ma è quello di forzare un prelievo coattivo a danno del cittadino, giocando sui pochi minuti di ritardo nel prelievo dell`auto o, peggio, facendo finta di non vedere i tagliandi di pagamento posizionati sull`auto». «Non si riduca però l`indignazione del cittadino – aggiunge Mongelli – alla semplice polemica di chi, pur in torto, non vuole comunque adempiere al proprio compito di buon cittadino pagando il giusto. Ciò che viene fuori dalla polemica di questi giorni è il forte interesse economico legato alla gestione dei parcheggi a pagamento, cui fa da contraltare una gestione in negativo del servizio di trasporto pubblico, per cui legittimo è il dubbio che a fronte di un introito sicuro quale quello dei parcheggi via sia tutto l`interesse a non sviluppare adeguatamente il servizio di trasporto pubblico a tutto vantaggio dell`uso del mezzo privato». Sotto tale profilo – secondo il Codacons – il danno che subisce il cittadino è duplice. «Da un lato – spiega Mongelli – si vede prelevare coattivamente soldi, dall`altro continua a vivere in un ambiente dove il parametro della cosiddetta “città a misura d`uomo“ è una pura chimera e dove quotidianamente si corre il rischio di ordinanze di blocco del traffico per il superamento dei valori di inquinamento». Che fare, dunque? Secondo l`Associazione appare necessaria una seria accelerazione verso politiche che minimizzino il trasporto privato a favore di quello pubblico e di mezzi alternativi, «anche se ciò dovesse significare una riduzione dei lucrosi introiti derivanti dalla sosta a pagamento». Ma, secondo la Sgm, non è affatto giusto sostenere che gli automobilisti siano entrati nel mirino degli ausiliari al traffico. «Nessun accanimento – spiegano dalla società – da parte di chi è chiamato a svolgere un pubblico servizio. La legge Bassanini, infatti, prevede espressamente che gli ausiliari al traffico svolgano due funzioni essenziali: controllo e accertamento sanzionatorio, laddove si verificano infrazioni al Codice della strada. Ed è proprio in virtù di questo compito che gli ausiliari diventano facili obiettivi di critiche da parte dei cittadini e delle forze politiche». Secondo la Sgm, tuttavia, il punto non è di trovare delle forme intermedie di pagamento. Il punto è se gli ausiliari devono, giustamente, svolgere correttamente i compiti previsti per legge oppure decidere di risolvere il problema alla radice, eliminando ogni forma di tariffazione. «Se si dovesse optare per questa seconda forma – sottolinea la Sgm – è evidente che bisogna tener conto delle implicazioni che ne conseguono. Così come va ricordato che l`azienda è slegata dalle logiche del bilancio preventivo dell`amministrazione comunale; nè tantomeno l`aumento delle multe può in qualche maniera essere legato al mancato raggiungimento del premio di produzione da parte degli ausiliari. Prova ne sia che la predisposizione del premio esclude qualsiasi riferimento all`applicazione sanzionatoria ma, invece, è rivolto al raggiungimento di altri obiettivi, fra cui la redditività media dei posti-auto».

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