21 Aprile 2005

Le telecamere di «Mi manda Rai Tre» nell?allevamento di Magliano

Le telecamere di «Mi manda Rai Tre» nell?allevamento di Magliano dopo denunce e segnalazioni

L`ALLEVAMENTO di tacchini nel comune di Magliano Sabina, attira le attenzioni della troupe televisiva «Mi manda Rai Tre» che da due giorni cerca di raccogliere immagini e testimonianze sui capannoni sabini. A stuzzicare l`appetito delle telecamere è stato l`ultimo esposto a firma dell`Associazione Sabina Territorio Ambiente di Magliano che ha richiesto formale intervento anche a carabinieri, forestale e Asl. Ieri mattina, in concomitanza con l`arrivo di Rai tre, a fare visita allo stabilimento di Magliano, a pochi passi da quello tristemente noto della Masan, anche il Nucleo Operativo Ecologico dei Carabinieri. Anche il problema dell?allevamento industriale di tacchini completamente coperto da amianto – spiega Piero Galadini portavoce dei Verdi a Magliano e presidente dell` Associazione Sabina Territorio Ambiente – che da circa un anno stiamo denunciando, sta venendo fuori con forza. In seguito al nostro esposto la troupe del programma Mi manda Rai tre sta effettuando un servizio a Magliano e ancora una volta è in discussione la qualità ambientale del territorio e della bassa Sabina che rischia di compromettere le sue reali potenzialità di sviluppo fondato su un modello di qualità, con presenze largamente discutibili». L?ultima denuncia dell?Associazione Sabina-Territorio Ambiente risale proprio a lunedì scorso. In essa è lo stesso Galadini a precisare che si tratta di una attività che da decenni prosegue indistubata con un allevamento di tacchini in condizioni igienico sanitarie precarie. In particolare i capannoni dove viene svolta l?attività si trovano in uno stato di forte degrado manutentivo, soprattutto per quanto riguarda le coperture di cemento amianto di alcuni di essi. L?Associazione si è attivata fin dal luglio 2003 per segnalare il pericolo per la salute pubblica e di chi vi lavora derivante da tale situazione, mentre l?autorità amministrativa e sanitaria si è successivamente fatta parte attiva nel richiedere il rispetto delle norme vigenti in materia, con scarsi risultati.Una situazione che aveva richiamato nel tempo anche la presa di posizione del sindaco di Magliano Sabina che aveva diffidato il titolare dello stabilimento ad iniziare un nuovo ciclo di allevamento di tacchini prima di aver eseguito le opere di bonifica. Il Tar del Lazio, il 5 luglio 2004 aveva respinto l?istanza cautelare per sospendere l?efficacia della diffida, ma nonostante ciò l?attività di allevamento è continuata a pieno regime. Nell`esposto è recentemente cominciato un nuovo ciclo di produzione, che apparentemente consiste nell?allevamento di 15 mila tacchini in ciascun capannone, compresi quelli coperti da amianto deteriorato con grave rischio di contaminazione. L`Associazione sottolinea inoltre che è anche aumentata l?emissione in atmosfera di miasmi nauseabondi, specialmente nelle ore serali. «Non sappiamo a chi siano poi venduti i tacchini – scrivono – ma risulta che periodicamente vi è un via vai di autotreni con il logo della Amadori, che attualmente ha in corso una campagna pubblicitaria sulle reti televisive della Rai improntata sulla genuinità e rintracciabilità del prodotto». A dare man forte è sceso in campo ieri anche il Codacons provinciale che «si impegna a far cessare tali gravissime inadempienze amministrative a difesa di quella genuinità e rintracciabilità del prodotto che troppo spesso resta una legge non applicata».

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