19 Aprile 2005

Benzina, i consumatori insorgono

Benzina, i consumatori insorgono.
Chiedono una commissione d`inchiesta

I prezzi della benzina in Italia ignorano l`andamento delle quotazioni dei mercati internazionali, calate in due settimane del 15%, e restano ancorati sui record di 1,25 euro al litro raggiunti ad inizio aprile. Cosi` come quelli del gasolio, che mentre in Europa scendono dell`8%, restano fermi sui massimi di 1,138 euro litro. E così i consumatori tornano ad insorgere annunciando 102 denunce per “agiotaggio“ ad altrettante Procure della Repubblica. E parlando di situazione “vergognosa“ tornano a chiedere al Governo di fermare la “speculazione“, di aprire una commissione di inchiesta e di affidare la vigilanza dei prezzi dei carburanti all`Authority per l`energia.

Scorrendo i dati sull`andamento dei prezzi internazionali della verde – quelli Platt`s per l`Europa – si scopre che dall`inizio di aprile ad oggi le quotazioni della materia prima sono scese di oltre il 15%, passando da 0,341 euro al litro a 0,289 euro litro: una riduzione quindi di circa 0,05 euro al litro che non e` arrivata sui prezzi dei distributori italiani dove la verde e` ferma da dopo-Pasqua a 1,249 euro al litro con punte di 1,251 in alcuni impianti.

E mancati ribassi si registrano, sulla carta, anche per il gasolio: le quotazioni Platt`s – quelle cioe` di riferimento del mercato europeo – sono calate dall`inizio di aprile dell`8%, scendendo di 0,031 euro al litro, mentre nei distributori italiani il prezzo del diesel resta fermo sui livelli record di 1,138 euro al litro.

L`andamento dei prezzi della benzina in Italia “dimostra oramai senza dubbio come vi sono speculazioni a danno degli automobilisti italiani“, stigmatizza cosi` il Codacons annunciando la presentazione di un esposto a 102 Procure della Repubblica di tutta Italia “affinche` accertino se siano configurabili in capo ai petrolieri o altri soggetti eventuali reati come quello di aggiotaggio“.

I consumatori dell`Adusbef tornano invece a parlare di “solita vergogna all`italiana“ causata dal “monopolio dei petrolieri e dalla complicita` del governo che, in seguito all`aumento dei prezzi della benzina, continua ad intascare piu` imposte“ mentre l`Adiconsum sollecita “un intervento del Governo“.

C`e` una “forte speculazione“, prosegue l`associazione dei consumatori mentre la Federconsumatori chiede l`apertura di una “commissione d`inchiesta parlamentare affinche` questo scandalo cessi“. Anche perche` il recente rallentamento del greggio “avrebbe dovuto comportare un calo della verde di almeno 4 centesimi. Flessione questa che si sarebbe tradotta in 80 milioni di euro al mese di risparmi“.E torna a suggerire di affidare la vigilanza sui prezzi dei carburanti all`Authority per l`energia elettrica ed il gas.

Federconsumatori mette poi in evidenza come in Italia il trasporto avviene quasi esclusivamente su gomma e quindi un calo della benzina potrebbe tradursi in una riduzione dei prezzi dei beni di consumo, con conseguenti benefici effetti sull`andamento dei consumi.

Sul piede di guerra anche gli agricoltori che lamentano come il prezzo del carburante destinato all`attivita` agricola non scende e rimane – commenta la Coldiretti – sugli stessi livelli dell` inizio del mese, con un aumento del 18% rispetto all` inizio dell` anno.

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