14 Aprile 2005

Etr e timbri falsi, occhio alle truffe

Etr e timbri falsi, occhio alle truffe

L`avvocato Di Lieto si è già rivolto alla Procura di Catanzaro

CATANZARO – Un nuovo ciclone sta per investire gli Enti di riscossione, all`ombra di una truffa messa a segno ai danni di ignari cittadini attraverso l`utilizzo di falsi timbri che renderebbero vano il pagamento di tasse già effettuato.
A ricostruire l`inquietante scenario in una denuncia inoltrata alla Procura della Repubblica di Catanzaro è stato il presidente del Codacons Calabria, l`avvocato Francesco Di Lieto, sulla scia della segnalazione di un associato di Catanzaro rimasto vittima del contorto meccanismo attuato nell`ambito di quella che l`Associazione dei consumatori ha definito la “truffa dei timbri falsi“.
Protagonista dell`episodio che avrebbe portato alla luce il presunto stratagemma Nicola Merante, raggiunto qualche giorno fa da una cartella esattoriale con la quale l`Etr gli chiedeva il pagamento della quarta rata del versamento Inps relativa all`anno 2002.
Una tassa già pagata, il primo pensiero dell`uomo che, al termine di una veloce ricerca tra i carteggi personali, ne aveva avuto certezza.
Il sospirato modello di pagamento tra le mani, con tanto di firma e timbro del cassiere, all`utente non era rimasto altro da fare che recarsi presso la sede Inps per chiarire la propria posizione esattoriale e protestare per la perdita di tempo causata dal grave disguido.
Risultato? All`Istituto nulla sanno di quel pagamento, per loro non è mai stato effettuato, tutti gli altri versamenti sì, ma quello in contestazione non risulta proprio all`Inps.
Da lì l`invito a recarsi presso l`Etr e chiarire l`equivoco facendosi rilasciare un provvedimento di sgravio. Invito per nulla gradito dal cittadino che, tuttavia, si vede costretto ad iniziare il viaggio tra gli sportelli del Concessionario per la riscossione dei tributi, deciso ad ottenere non solo lo sgravio ma anche le scuse.
Le scuse? Ad attendere Nicola Merante tutt`altra sorpresa, con il mancato riconoscimento da parte dell`Etr della firma apposta sul modello di pagamento. Nonostante il sigillo sia effettivamente appartenente al Concessionario, il pagamento non risulta sui loro terminali, «per cui ­ spiega l`avvocato Di Lieto ­ delle due l`una: o l`Etr ha colpevolmente richiesto due volte il pagamento ad ignari cittadini (magari sperando che qualcuno abbia smarrito la ricevuta), ovvero qualcuno, utilizzando i timbri del Concessionario, ha approfittato della buona fede dei contribuenti intascando le somme da questi versate per estinguere le proprie pendenze».
A sciogliere lo spinoso nodo dovrà essere la magistratura, alla quale il presidente regionale del Codacons si è rivolto forte del carteggio posseduto, ovvero della delega di pagamento recante sia il timbro dell`Etr spa che la firma del soggetto che ha incassato le somme pagate dall`associato in questione.
«Pertanto appare chiaro che qualcuno inganna i cittadini vanificando i loro sforzi per ottemperare al pagamento delle tasse», afferma l`avvocato Di Lieto, invitando conseguentemente il Concessionario per la riscossione dei Tributi a fornire la massima collaborazione, facendo fronte comune contro chi approfitta della buona fede dei cittadini.

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