Un test sulla sicurezza mentre la nave naufragava
-
fonte:
- L`Unione Sarda
Nella plancia del Moby magic si lavorava su nuovi sistemi di sicurezza mentre il traghetto andava a sbattere contro la secca dei Monaci. Per gli avvocati del Codacons si tratta di “un fatto curioso“, mentre nel rapporto riassuntivo della Guardia Costiera, si parla di una situazione che in qualche modo potrebbe «avvalorare l`ipotesi che il terzo ufficiale della Moby Magic sia stato in parte distratto dai suoi compiti». Un dato è certo, la sera del`11 settembre 2003 mentre il traghetto andava verso la secca, a bordo erano in corso importanti operazioni tecniche. Una per il rilascio di una certificazione internazionale sulla sicurezza della navigazione, denominata Solas, l`altra affidata al personale di una azienda di Piombino.Tecnici che al momento del naufragio si trovavano proprio sulla plancia di comando. Domani davanti al Gup di Tempio, si tiene la prima vera udienza del processo a carico del comandante e del terzo ufficiale del Moby Magic e tra le questioni ancora da approfondire, c`è anche quella delle attività in plancia di comando. Fatti che interessano sopratutto i legali del Codacons, Maurizio Scarparo, Benedetto e Roberta Ballero. L`associazione di consumatori ha già rivolto una serie di richieste al Procuratore della Repubblica di Tempio per ulteriori approfondimenti investigativi. Sembrava un caso chiuso quello del naufragio della Moby Magic, ma la richiesta di rinvio a giudizio del comandante Gianfranco Cutugno e del terzo ufficiale Gennaro Di Meglio ha messo la parola fine all`inchiesta affidata alla Capitaneria di Porto di Olbia, solo formalmente. Perchè sia i difensori di Cutugno e Di Meglio, sia gli avvocati che rappresentano gli ottanta passeggeri del traghetto, chiedono nuove indagini. Domani il gup Alessandro di Giacomo inizierà a discutere insieme ad avvocati e pm dei risultati di alcune perizie tecniche di parte appena concluse. I difensori del comandante e del terzo ufficiale del traghetto contestano radicalmente la ricostruzione dell`incidente fornita dalla Procura, a partire dalle condizioni meteo marine descritte nei diversi rapporti sul naufragio. Nel fascicolo, comunque, i riferimenti alle operazioni tecniche a bordo del traghetto sono diversi. Due tecnici di una ditta di Piombino stavano completando i collegamenti per il funzionamento di una apparecchiatura elettronica particolarmente sofistificata. Dal contenuto di diversi interrogatori risulta che gli operatori specializzati si trovavano in plancia, insieme al terzo ufficiale Di Meglio, proprio al momento del forte scossone avvertito distintamente a bordo del traghetto. Inoltre viaggiavano sul Moby Magic, un perito del Registro Navale Italiano e due ispettori della stessa compagnia di Vincenzo Onorato. Tutti furono testimoni del naufragio del traghetto, finito sulla secca. Gli avvocati del Codacons hanno chiesto altri accertamenti anche sulle operazioni di sbarco dal traghetto. La Guardia Costiera ha scritto che sono state completate correttamente. Ma i legali dei passeggeri nelle loro memoria descrivono una pericolosa situazione di caos, con scialuppe calate in mare a colpi di accetta. Per il Gup di Tempio non sarà facile cercare e trovare la verità sul naufragio della Secca dei Monaci. Andrea Busia
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- VIAGGI & TURISMO
