«Una misura inutile Piuttosto isolate i tifosi più pericolosi»
Roma. Il ministro dell?Interno Giuseppe Pisanu, punta il dito contro il mondo del calcio e minaccia di chiudere gli stadi frequentati dalla «violenza più becera», esperta di guerriglie urbane.
Domenica scorsa centinaia di teppisti hanno impegnato per ore le forze dell? ordine, prima e dopo Lazio-Livorno, Palermo-Messina, Perugia-Ternana e Cavese-Juve Stabia. Nella Capitale, la stazione ferroviaria San Pietro ed un convoglio sono stati danneggiati dai tifosi del Livorno, sei dei quali sono finiti all?alba in carcere, mentre altri 256 sono stati denunciati a piede libero. Per tutti l?accusa è di violenza, resistenza, devastazione e attentato ai trasporti.
Non sono neppure mancati episodi di violenza politica: i cori e gli striscioni razzisti dell?Olimpico hanno ferito i sentimenti della comunità ebraica.
Di fronte a questo scenario, il Viminale ha messo così di nuovo in mora i responsabili degli stadi. Amarezza e valutazioni del ministro sono condivise dal presidente della Figc, «è stato stridente il paragone con la commozione di venerdì per i funerali del Papa – ammette Franco Carraro – la Federazione è pronta a dialogare con i tifosi, ma non può non combattere delle minoranze che trasformano le partite di calcio in questioni che nulla hanno a che vedere con lo sport».
«Io concordo con Pisanu -dice il presidente della Lega Calcio, Adriano Galliani – è assolutamente necessario che si contrasti la violenza. Le società fanno già molto, a quanto mi risulta ieri a Roma la stragrande maggioranza del pubblico ha dissentito con chi si è comportato in un certo modo quindi non si possono criminalizzare le società che non possono fare miracoli».
L?amministratore delegato della Roma Rosella Sensi commenta: «Quella del ministro degli Interni Giuseppe Pisanu è una dichiarazione importante. Certo noi stigmatizziamo gli atti di violenza però non so quanto questo possa servire al calcio e a chi vuole civilmente vedere una partita».
Anche Walter Veltroni ritiene valida la «ricetta» di Pisanu, «non possiamo accettare di vivere in un Paese – osserva il sindaco di Roma – dove portare bambini allo stadio possa essere considerato un pericolo o diseducativo, lo sport va liberato da ogni forma di condizionamento o strumentalizzazione politica».
Un plauso alla linea del Viminale anche dall?Associazione dei funzionari di Polizia che addita come primo incubatore di violenza lo stadio Olimpico, teatro di «furti, pestaggi, accoltellamenti, danneggiamenti ed altre violenze che hanno le forze di Polizia come bersaglio preferito».
Fuori dal coro il parere del Codacons. Sottolinea Carlo Rienzi, presidente dell?associazione: «Non è giusto che l?azione incontrollata e violenta di un singolo o di pochi soggetti esaltati minacci le gare calcistiche e lo sport in generale. È necessario piuttosto prevenire gli incidenti, ricercando e isolando i teppisti che le forze dell?ordine conoscono benissimo, e adottare misure cautelari per tenerli fuori dagli stadi, evitando di arrivare ad una soluzione estrema quale la chiusura al pubblico dei campi sportivi».
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