7 Aprile 2005

La benzina tocca un altro record: 1,25 euro

La benzina tocca un altro record: 1,25 euro

I consumatori: il governo strumentalizza il caro-greggio, restituisca almeno sei centesimi al litro

ROMA I prezzi della benzina macinano nuovi record e, spinti dall`ondata di rincari che in queste ore si stanno scaricando su gran parte dei distributori italiani, sfondano una nuova quota psicologica, quella degli 1,25 euro al litro.
Con il rialzo di 0,052 euro scattato ieri mattina negli impianti della Erg il carburante arriva infatti a 1,254 euro al litro. Vale a dire quasi 2.450 lire del vecchio conio.
E rincari si registrano anche all`Api, all`Ip, alla Esso, alla Tamoil ed alla Total che hanno portato il prezzo della verde a 1,249 euro al litro e quello del gasolio a 1,138 euro, allineandosi sui livelli massimi inaugurati ieri dall`Agip.
Mentre le famiglie italiane scontano – ribadiscono i consumatori dell`Adoc – un impatto sulla spesa annua per i pieni di carburante che si aggira sui 200 euro in più l`anno, tornano pressanti le richieste di un intervento del governo sul fronte fiscale per arginare l`allarme caro-pieno che rischia di incidere pesantemente anche sul costo della vita spingendo all`insù l`inflazione.
Come ricordano Adusbef e Federconsumatori che stimano un impatto degli attuali aumenti dei prezzi dei carburanti sull`indice dei prezzi al consumo «in uno 0,7% in più d`inflazione» con una potenziale perdita di potere d`acquisto delle famiglie che le due associazioni quantificano in «189 euro su base annua».
I consumatori chiedono così la «restituzione di almeno 6 centesimi di euro al litro», incassati dallo stato che «ha strumentalizzato gli aumenti delle quotazioni del greggio».
E ricordano come anche una spinta al processo di ristrutturazione e ammodernamento della rete potrebbe produrre effetti positivi in termini di riduzione dei prezzi.
Effetti che Adusbef e Federconsumatori, stimano in 8 centesimi di euro di risparmio tra impianti più moderni e la liberalizzazione della vendita dei carburanti alla grande distribuzione.
L`allarme caro-benzina e gasolio – incalza poi la Cgia di Mestre – sarebbe ancora più stringente se non ci fosse stato l`avvento dell`euro ed il suo rafforzamento sul dollaro (valuta, quest`ultima, di riferimento dell`interscambio petrolifero).
Se ci fosse ancora la lira – spiega in uno studio – «fare il pieno costerebbe oggi il 46% in più».
Dal governo, intanto, tutto tace mentre i petrolieri si limitano a puntare il dito sui forti rincari della materia prima sui mercati internazionali precisando – interpellati al proposito – di non aver al momento ricevuto nessuna nuova richiesta di convocazione da parte dell`esecutivo.
«Bisogna restituire quantomeno sei centesimi ingiustamente prelevati dalle tasche degli italiani» sostengono Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori, che chiedono strumenti di controllo e sanzioni sulla speculazione «che avviene sul greggio a livello internazionale e le speculazioni che avvengono attraverso il sistema della doppia velocità sul prezzo della benzina nel nostro paese».
Secondo i consumatori la rete di distribuzione «è obsoleta e va modernizzata ed inoltre è necessario aprire alla grande distribuzione». In questo modo «si potrebbero risparmiare almeno 8 centesimi al litro. Su ogni pieno si tradurrebbe in un risparmio di almeno 8 euro al mese».
I consumatori accusano poi il governo di aver «incassato, tra il 2002 e il 2005, 6 centesimi in più al litro, pari a oltre 3 miliardi di euro». Quindi, senza alterare la situazione, l`Esecutivo «incasserebbe un miliardo e mezzo in più l`anno».
Infine i consumatori ricordano che «ogni tre centesimi di aumento sul carburante comporta uno 0,1% in più sull` inflazione». Quindi, su base annua, «l`aumento che si sta registrando è di circa 20 centesimi in più al litro, pari a circa a uno 0,7% in più di inflazione, con una ricaduta negativa in termini di capacità di acquisto delle famiglie di 189 euro all`euro».

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