6 Aprile 2005

VIA DELLA CONCILIAZIONE

VIA DELLA CONCILIAZIONE

La rivolta di Ilaria: siamo isolati

Una giovane commerciante guida la protesta contro le transenne

Impopolare, sì. E pure controcorrente. L?arrivo dei fedeli genera in questi giorni nella capitale un giro d?affari valutabile in circa 250 milioni di euro. La stima giunge dal Codacons che ha elaborato dati riassumibili in questo modo: per trasporti (treni, bus, aerei, taxi) 150 milioni; gadget vari (foto, santini, statuine, ecc.) 50 milioni; consumazioni (bar e ristoranti) 20 milioni; alberghi 25, 30 milioni. Ma non tutti i commercianti sono soddisfatti. E lei, dal suo negozio, guida mugugni e malumori. Nell?epicentro delle celebrazioni c?è chi è ormai sul piede di guerra. In via della Conciliazione, proprio dove scorre la fiumana di pellegrini e fedeli in fila per l?ultimo saluto al Papa, ci sono quelli che lamentano l?«isolamento» creato dall?improvviso transennamento della strada, con la formazione di due zone di rispetto, vuote e off limits per i fedeli, che si sono formate su ambedue i lati della strada a fianco del corteo di persone transennato al centro. A guidare la sollevazione dei titolari di esercizi, penalizzati secondo loro dalle disposizioni adottate per la sicurezza delle persone incolonnate, è Ilaria Bussiglieri, titolare di un negozio di pelletteria in via della Conciliazione 43, aperto lì dal 1929. La Bussiglieri è anche la presidentessa dell?«Associazione imprenditori e residenti di San Pietro» che raccoglie 78 associati.
«Non entra più nessuno nei nostri negozi, e se vedete un po? di fila è gente uscita dal transennamento in cerca di un gabinetto nei bar», spiega la Bussiglieri. «Hanno transennato la strada isolandoci del tutto, senza neanche un minimo di comunicazione. Nessuno ha pensato di doverci consultare, ma non hanno pensato neanche a prepararci i “passi“. Così si sono create difficoltà grosse anche per lo stesso personale impiegato nei vari esercizi commerciali della zona, compreso l?albergo che ha seri problemi per i rifornimenti e per la raccolta di rifiuti».
L?associazione raccoglie tutti gli esercizi della Conciliazione, i bar, le librerie, gli alberghi. Ieri è stato tutto un giorno di fax inviati e ricevuti. La parola che la presidenterssa ha conminciato a spargere tra gli aderenti è «chiusura di tutti gli esercizi», insomma una protesta, una «serrata». Contro chi? «Il Vaticano crea l?evento, e questo era già successo con madre Teresa di Calcutta e Padre Pio – spiega la commerciante -. Poi però Comune e Protezione civile mettono in pratica le disposizioni. E allora nascono i guai. E non ci vengano a dire che noi campiamo tutto l?anno su queste cose! Qui paghiamo affitti che neanche se ne ha idea». La decisione sulla protesta sarà adottata oggi. Ma forse domani, circola già voce, gli esercizi resteranno chiusi.

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