Pedaggio sulla A3, è rivolta “Siamo pronti alle barricate“
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fonte:
- la Repubblica
Lunardi: “Fine dei lavori nel 2009“ Il deputato Iannuzzi “Un ulteriore rinvio“
L´introduzione del pedaggio sulla Salerno-Reggio Calabria? «Faremo le barricate», annuncia Luigi Ciancio della Feneal Uil. «Accetteremo solo quando saranno terminati i lavori, all´incirca nell´anno 3000», ironizza il portavoce dei Codacons, Carlo Rienzi, considerando la loro lentezza. «Il governo che parla di riduzione delle tasse ora introduce un nuovo balzello», tuona Tino Iannuzzi, membro dell´esecutivo e della direzione nazionale della Margherita, con l´incarico di dirigente nazionale per le infrastrutture. La polemica si accende con una dichiarazione del presidente dell´Anas, Vincenzo Pozzi, rilasciata al mensile “Quattroruote“: «Il progetto, che è già in un stato molto avanzato riguarda l´autostrada A3, la Salerno-Reggio Calabria, nei tratti compresi tra Salerno, Sicignano e Sibari, oltre al raccordo Avellino-Salerno e a un tratto di A 30, all´altezza di Mercato San Severino, dove sarà eliminata l´ulteriore barriera». Aggiunge Pozzi: «Sono un uomo del Sud, ma ritengo che il miglioramento del servizio passi attraverso l´ottimizzazione dei servizi che i privati possono dare a fronte di un ritorno economico».
L´ipotesi del presidente Anas trova conferma nelle parole del ministro per le Infrastrutture, Pietro Lunardi. Tre giorni fa, alla posa della prima pietra della Siracusa-Catania, dice a un giornale locale che c´è l´ipotesi di un pedaggio sull´A3. Ieri, il responsabile del dicastero, a Napoli per sostenere la candidatura di Italo Bocchino alla presidenza della Regione, elencando opere e risorse del governo Berlusconi, non è tornato sulla questione. Ma ha annunciato che l´infrastruttura sarà completata entro il 2009: «Abbiamo azzerato i 78 microlotti per creare 7 maxilotti e garantito risorse ai primi tre per 2,3 milioni di euro». «Ci risiamo: c´è un nuovo calendario e un ulteriore rinvio nella storia infinita dell´A3», protesta Iannuzzi. «Legge obiettivo e la scusa del maxilotto hanno raggiunto un solo risultato, immobilizzare i lavori: nove cantieri chiusi da due anni, finanziamenti precedenti dirottati ad altri lidi», aggiunge Ciancio.
«Le casse dello Stato sono vuote come quelle dell´Anas che non paga da mesi i “sal“ (stato avanzamenti lavori) manda tecnici e dipendenti allo sbaraglio con mezzi antiquati mentre spende milioni e milioni per la pubblicità: praticamente un “pacco“». Intanto le sigle sindacali Fenea, Filca e Fillea denunciano che sul maxilotto esiste una illegalità diffusa: «Da due anni non parte la promessa “cittadella“ per vigilare sulle infiltrazioni malavitose». E ora si parla pure di un eventuale pedaggio: «Ingiustificato rispetto ai ritardi e alla lentezza dei lavori», spiega Iannuzzi, «e senza che sia stata predisposta una adeguata rete alternativa. E´ paradossale e inaccettabile: l´esclusione del balzello, nelle motivazioni dei passati governi, doveva favorire i processi di sviluppo del Sud». Ma ai lavori per l´ammodernamento dell´A3 poco partecipano le imprese del Mezzogiorno. L´ultimo esempio? «Il terzo maxilotto, Scilla-Campo Calabro, 1 milione di euro, se l´è aggiudicato Impregilo Condotte», spiega Ciancio. «Il subappalto è andato a un´impresa greca».
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