Petrolio alle stelle. Benzina, nuovo record
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- L`Eco di Bergamo
Continua la corsa del prezzo del greggio: superati i 57 dollari al barile. La verde a 1,204 euro al litro Protestano le associazioni dei consumatori. Oggi i produttori a confronto con il ministro Marzano
ROMA La benzina ha toccato ieri un nuovo record, spinta dalla corsa del prezzo del petrolio che si è attestato ancora sopra quota 57 dollari. La verde ha infatti toccato quota 1,204 euro, ovvero più di 2.300 delle vecchie lire.
La nuova fiammata del prezzo dei carburanti è arriva proprio alla vigilia dell`incontro tra i petrolieri e il ministero delle Attività produttive. Sul tavolo la questione della trasparenza dei prezzi ma anche il nodo della leva fiscale e il problema dell`ammodernamento della rete di distribuzione. Resta invece confermata la serrata dei gestori annunciata per dopo Pasqua. Protesta il Codacons: «Si tratta di un`iniziativa sbagliata e ipocrita».
Presso i distributori Q8, secondo quanto registrato dal ministero delle Attività produttive, il prezzo consigliato ai gestori ha oggi toccato 1,204 euro al litro, 0,003 euro in più rispetto a 1,201 raggiunto dalla Total il 7 marzo scorso. La Q8 ha anche messo mano al prezzo del gasolio, portandolo a un passo da 1,1 euro, a 1,093.
Con il nuovo ritocco all`insù del prezzo della benzina la spesa per un pieno di un`auto di media cilindrata richiede ben 60 euro. Anche per il gasolio, giunto ormai vicinissimo alla soglia di 1,1 euro al litro, si tratta del nuovo primato. Quanto agli altri marchi, non sono state registrate variazioni ai prezzi degli ultimi giorni. Ma tutti si collocano immediatamente al di sotto della soglia di 1,2 euro al litro per la verde e sotto 1,090 per il gasolio.
Oggi pomeriggio dunque si terrà l`atteso incontro tra il ministero delle Attività produttive e i gruppi produttori. E proprio sulla questione della crescita dei prezzi, più volte evidenziata dallo stesso ministro Marzano, si attende una presa di posizione dei gruppi petroliferi. Ma nell`incontro si dovrebbero affrontare anche le questioni della trasparenza dei prezzi e della ristrutturazione della rete di distribuzione. Resta poi aperto il nodo del peso fiscale che grava sui carburanti. «La responsabilità del caro benzina – ha sottolineato Carlo Rienzi, del Codacons – non è solo dei gestori ma anche dei petrolieri e del governo, il quale ancora non ha sterilizzato le accise».
Secondo ricerche svolte dall`associazione dei consumatori, il rincaro registrato dalla Benzina negli ultimi 12 mesi pesa sulle tasche delle famiglie italiane per 20 euro al mese. Dal marzo 2004 al marzo 2005 la benzina avrebbe infatti registrato aumenti del 9,7% mentre il gasolio ha segnato incrementi del 20,7%. «La benzina in questi giorni – afferma il Codacons – sta toccando cifre record superando la soglia di 1,200 euro al litro. Dati alla mano lo scorso anno in questo periodo la benzina costava 1,094 euro al litro, mentre il gasolio veniva 0,901 euro al litro. Oggi invece la benzina costa il 9,7% in più rispetto al 2004, e il gasolio addirittura il 20,7% in più». L` aumento dei prezzi dei carburanti, secondo Codacons, avrà ricadute pari a 20 euro al mese sui bilanci delle famiglie, sia per i maggior costi alla pompa, sia per gli effetti inflattivi (primo fra tutto l`incidenza sui prezzi dei beni trasportati). Codacons chiede per questo al governo «interventi urgenti per far scendere il prezzo della benzina: primo fra tutti aprire alla vendita da parte delle catene commerciali e limitare imposte e balzelli vari che fanno lievitare il prezzo alla pompa».
Dal 2001 al 2005, l`accisa è passata da circa 52 centesimi al litro, a oltre 56 centesimi al litro con un aumento di oltre 4 centesimi. A tirare le somme sono Adusbef, Federconsumatori e Adoc. Le tre sigle dei consumatori precisano che «l`Iva, essendo in percentuale, ha fatto ottenere alle casse dello Stato e sempre per lo stesso periodo un aumento di circa 2 centesimi al litro passando cioè da 17 centesimi a oltre i 19 centesimi attuali». Secondo i consumatori tutto questo vuol dire che «utilizzando gli aumenti di prezzo del carburante dovute alle variazioni internazionali, il governo può disporre di maggiori introiti. Ogni centesimo di aumento sul carburante – spiegano – comporta un maggiore introito di circa 20 milioni di euro al mese. L`incremento quindi di 6 centesimi dovuti ai 4 dell`accisa e ai due dell`Iva comportano introiti allo Stato per circa 120 milioni di euro al mese, pari a un miliardo 440 euro annui».
Ma per i consumatori non è finita qui: «Su ogni 3 centesimi di aumento del carburante si ha una ricaduta negativa sulla determinazione dei beni a largo consumo influendo sul dato dell`inflazione dello 0,1%».
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