Cani, operazione marciapiedi puliti
-
fonte:
- Il Messaggero
Cani, operazione marciapiedi puliti
Ogni giorno vie invase da 100 mila ?ricordini?, il Comune chiama i vigili: più controlli e sanzioni
I numeri sono disarmanti: sulle strade di Roma circolano almeno centomila cani. Secondo un calcolo approssimativo (e involontariamente comico) gli amici a quattro zampe, accompagnati dai padroni, fanno i loro bisogni almeno una volta al giorno. Statistica: centomila escrementi seminati, ogni 24 ore, sulle strade di Roma.
Secondo l?esperienza degli operatori dell?Ama appena il dieci per cento dei padroni dei cani rispetta la legge, vale a dire quando accompagna il cane all?appuntamento quotidiano con la virtuale toilette, insomma a fare il proprio bisogno, si porta con se il doppio sacchetto previsto da una ordinanza del Comune, recupera le feci e le getta nella spazzatura, pulendo la strada. Detta in altri termini 90 mila escrementi restano seminate nelle strade preferite dai romani – da via Marconi a Monteverde, dai Parioli a Prati a zone anche del centro storico per non tenere conto dei parchi. L?offensiva è rappresentata dalle operazioni di repressione e pulizia. Le multe, a chi viene sorpreso a passeggiare con il proprio cane senza i due sacchetti di plastica di ordinanza, sono severe: dai 50 ai 300 euro. Quante ne sono state fatte in un anno? Secondo la polizia municipale circa 300. La sproporzione è già evidente 300 multe per fermare circa 90 mila padroni sporcaccioni.
Non basta. La pulizia? L?Ama da qualche anno usa le famose Kamoto, dei mezzi predisposti proprio per eliminare da strade e marciapiedi le deiezioni canine. «Sono una cinquantina, in un anno abbiamo fatto 75 mila interventi. E teniamo conto che nelle normali operazioni di pulizia delle strade romane interveniamo anche contro questo tipo di sporcizia – assicurano all?Ama – ma contro un fenomeno così massiccio, di fronte ai numeri con i quali dobbiamo combattere, serve altro. Serve più educazione e repressione». A questo punto bisogna tornare al 23 novembre 2001. Il sindaco Walter Veltroni annunciò una campagna per una città più pulita. Primo obiettivo, venne scritto, le deiezioni dei cani. Tanto è stato fatto su diversi fronti, ma quello contro gli escrementi degli amici a quattro zampe non è stato vinto.
Pronti, scendono in campo Codacons e Listaconsumatori, segnalando che, nella capitale, ogni giorno, si depositano sulle strade fino a 20 quintali di deiezioni canine, di cui solo il 20% viene rimosso dal servizio comunale e fanno partire da Roma, poi in tutto il Lazio, la campagna «liberateci dalla cacca dei cani». I due movimenti chiedono al sindaco «un potenziamento del servizio di pulizia e interventi urgenti e mirati per debellare il fenomeno» e minacciano inoltre un esposto in Procura per reati come getto di sostanze tossiche e inquinamento. Intanto è già pronta in Campidoglio, una squadra speciale contro il decoro, formata da decine di operatori che saranno schierati in città proprio per tutelare l?aspetto della Capitale. Non solo: due settimane fa dal comando della polizia municipale, in particolare dal coordinamento qualità urbana, è stata inviata una nota ai comandanti dei diversi gruppi della municipale. Oggetto: Campagna per le strade più pulite dalle deiezioni canine. Viene chiesta una incisiva azione di vigilanza proprio del rispetto della normativa che regola questa delicata materia (gli escrementi dei cani), che obbliga i padroni (delibera del 2002) a essere muniti di «appositi involucri o sacchetti, buste di plastica richiudibili e comunque impermeabili ai liquidi».
Insomma: linea dura contro le deiezioni del cane. Questo avviene in coincidenza con la campagna promossa dall?assessorato all?Infanzia che ha organizzato in collaborazione con i bambini delle scuole. E? quella contraddistinta dai manifesti con scritto ?W i cani, abbasso le cacche?. Le zone attorno alle scuole saranno soggette a operazioni di pulizia speciale, gli alunni saranno protagonisti anche delle azioni di sensibilizzazione dei padroni dei cani ?sporcaccioni? (i padroni, ovviamente, non gli incolpevoli cani).
In questo magmatico quadro della situazione, resta una domanda: perché? Vale a dire, perché i tantissimi romani che possiedono uno o più cani non sentono la necessità di rispettare la propria città, perché solo il 10 per cento, secondo l?esperienza dell?Ama, utilizza il sacchetto e mantiene pulita la strada? Monica Cirinnà, delegata del Campidoglio ai diritti degli animali, fa un?analisi impietosa: «Teniamo conto che Roma è la città d?Europa con più cani. Nessuna altra capitale ne ha tanti. La stima delle Asl parla di 150 mila, quelli iscritti all?anagrafe canina sono circa 90 mila. Questa è la premessa. Non tutti capiscono che per avere un cane felice è necessario portarlo a passeggiare con frequenza, non si può mantenerlo prigioniero fra quattro mura. Non tutti, poi, sfruttano l?opportunità offerta dalle 100 aree ludiche per cani realizzate dal Comune di Roma in tutta la città. Più in generale, paghiamo la grande maleducazione dei padroni. Sono loro i veri responsabili, non certo i cani. Dall?altra parte i vigili urbani dovrebbero essere molto più severi nel reprimere chi sporca». Aldo Zanetti, comandante della Polizia municipale, di fronte a chi rimproverava i vigili di non colpire chi semina brutti ricordi sulle strade di Roma, ha risposto: «Per controllare il territorio servono uomini. E noi ne abbiamo troppo pochi». Morale: solo i romani possono salvare Roma dalle 100 mila cacche di cane quotidiane.
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- AMBIENTE
-
Tags: cane, cani, escrementi, feci, lista, roma, strade, Walter Veltroni
